Incendio di Fiumicino: indagato ad di Adr. Enac, operatività all’80%

Punta al livello più alto l’inchiesta della procura di Civitavecchia sull’incendio al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino. I magistrati hanno iscritto nel registro degli indagati l’amministratore delegato di Aeroporti di Roma (Adr), Lorenzo Lo Presti, per violazione della normativa sulla sicurezza dei lavoratori. L’ipotesi di reato è legata all’impiego del personale nei giorni successivi al rogo senza sufficiente tutela della loro salute. Almeno 150 lavoratori hanno accusato problemi respiratori e alla pelle per le conseguenze dell’incendio, che il 7 maggio ha distrutto l’area commerciale del Terminal.

Il procuratore capo di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, ha precisato che il sequestro preventivo del molo D del Terminal 3 è stato disposto per la “persistente inosservanza da parte dei datori di lavoro delle disposizioni previste dalla legge a tutela della salute dei lavoratori”. Il sequestro sarà revocato quando sarà garantita la salute dei lavoratori.

Dal canto suo, Adr ha ribadito ancora che l’area è sicura. Per il gestore dello scalo l’unico inquinante presente è il Toluene, un solvente usato dalla società che ha effettuato la bonifica del sito, i cui valori sarebbero nella norma. Intanto, l’Enac ha comunicato che l’operatività dell’aeroporto di Fiumicino è all’80% a seguito del sequestro del molo D.

Inoltre, i vertici di Enac e Adr saranno convocati in Parlamento per fare chiarezza: il presidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, Michele Meta (Pd), ha infatti fissato un breve ciclo di audizioni immediate a Montecitorio. La prima con il presidente Vito mercoledì 3 giugno alle 20 mentre nei giorni successivi verranno ascoltati i vertici della società Aeroporti di Roma. 

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