A Genova i porti mondiali siglano accordo con quelli italiani

E' vero che i porti tendono a essere soggetti concorrenti. Ma è vero anche che oggi devono far fronte a problematiche comuni, prime fra tutte quelle di uno "sviluppo sostenibile". E' questo il senso della tre giorni genovese che ospita i responsabili dei principali porti del mondo, su iniziativa dell'Aivp, l'associazione che raggruppa i principali porti mondiali. E con Assoporti, l'associazione dei porti italiani, Aivp ha firmato il Memorandum of Undestanding (Mou) che prevede il mutuo impegno di entrambe le organizzazioni a sostenere "iniziative complementari e condivise volte a promuovere lo sviluppo sostenibile in particolare delle città portuali italiane". 
"E' il tentativo, che riteniamo utile, di far crescere la 'cultura portuale' – ha spiegato Paolo Ferrandino, segretario generale di Assoporti – i porti italiani da questo punto di vista hanno margini di crescita".
L'attività di un porto non si esaurisce nei traffici marittimi, siano essi di passeggeri o di merci. Intorno ad essi ruota un'intera cultura, che si traduce in indotto, formazione, ricerca. Per questo è utile a tutti i porti dotarsi di un Port Center, un centro capace di promuovere il dialogo tra il porto e il cittadino, coinvolgendo scuole, istituzioni e privati in attività di "edutaiment".

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