venerdì, 23 Aprile 2021

Alitalia, Iata: governo cancelli sovrattassa su biglietti

Bisignani: perché pax e compagnie devono pagare il salvataggio?

Le compagnie aeree di tutto il mondo, rappresentate dalla Iata, chiedono al governo italiano di cancellare la sovrattassa sui biglietti aerei prevista dal decreto su Alitalia (sul quale il governo ha posto la fiducia, che si vota oggi). Una misura introdotta per raccogliere le risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori sociali per i dipendenti di Alitalia in esubero. La richiesta è stata avanzata dal numero uno della Iata, Giovanni Bisignani, in una lettera inviata ai ministri dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e del Lavoro, Maurizio Sacconi. Che i passeggeri di tutte i vettori aerei "debbano pagare il conto per i costi sociali dei dipendenti di una compagnia in liquidazione di proprietà del Governo – scrive Bisignani – è sbagliato e indifendibile". Per l’associazione mondiale delle compagnie aeree "come principale azionista di Alitalia il governo ha chiaramente la sua parte di responsabilità in questa triste situazione e, conseguentemente, le indennità previste dovrebbero essere finanziate in un altro modo". Sotto accusa, precisamente, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco destinata a finanziare il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione del personale del settore del trasporto aereo, prevista dal decreto, e aumentata con un emendamento a 2 euro per passeggero e per tratta. “E’ la prima volta – sottolinea Bisignani – che altre compagnie ed i loro passeggeri dovrebbero sostenere l’onere finanziario del salvataggio di una compagnia in fallimento”. Ma stamattina il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ha annunciato che non ci sarà nessuna marcia indietro sulla sovrattassa. "La tassa – ha ricordato Sacconi – c’era già, di 1 euro: come era stata accettata prima perché contestarla in via di principio adesso? Le parti hanno ipotizzato questa misura per gli ammortizzatori sociali non solo per i dipendenti di Alitalia ma anche di Air One e di altre compagnie. Purtroppo – ha proseguito – è una tassa di solidarietà nei confronti di chi perde il posto di lavoro nell’ambito del trasporto aereo. Come tutte le tasse non è gradevole, ma queste sono le condizioni date. Il salvataggio di Alitalia richiedeva anche la protezione del reddito di questi lavoratori".

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