Avia, stop a nuove certificazioni

L’associazione chiede l’intervento di Matteoli e dell’Enac

L'Avia, associazione degli assistenti di volo, chiede l'intervento di Altero Matteoli, ministro dei trasporti e dell'Enac per fermare il rilascio di nuove certificazioni che abilitano alla professione di assistenti di volo. "Chiediamo che, fino al riassorbimento degli esuberi, l'Enac blocchi il rilascio degli attestati di formazione in materia di sicurezza (Afs) che abilita alla professione di assistente di volo – afferma l'Avia – Chiediamo che ci sia un emendamento nel prossimo decreto sullo sviluppo che permetta il mantenimento della cassa integrazione per i periodi non effettivamente lavorati anche al personale che dovesse essere assunto con contratto a tempo indeterminato part time oppure in job sharing. Si smetta di far pagare alla collettività le speculazioni e il dumping sociale".    L'Avia fa sapere che in Italia ci sono oltre un migliaio di assistenti di volo disoccupati o in cassa integrazione, mentre centinaia vengono certificati ogni anno. "Persino Alitalia – aggiunge – si è ora 'lanciata' in questo business, offrendo nei prossimi mesi, ben 10 corsi di certificazione ad assistente di volo al costo di 2mila euro per ogni aspirante. Quindi, mentre da un lato Alitalia non onora gli impegni per la riassunzione dei cassa integrati e centinaia di colleghi assunti a tempo determinato ricorrono alla magistratura per vedere riconosciuti i loro diritti, dall'altro la stessa Alitalia si fa pagare alcune centinaia di migliaia di euro per produrre, nella migliore delle ipotesi, dei nuovi sotto occupati".

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