C’è voglia di ripartire, ma pesa fattore Ucraina

“Qui alla Borsa internazionale del turismo c’è grande energia e voglia di ripartire, lo stiamo vedendo in questi giorni. Certo, non basta girare una chiave per riaccendere il motore a pieni giri, serve tempo e programmazione. E ci sono alcuni fattori che ancora frenano la ripresa: la guerra che speriamo finisca presto e la pandemia che dovremmo iniziare a trattare con un approccio più ordinario, come fanno negli altri Paesi”. Lo dice in una nota Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.
“Purtroppo la crisi russo-ucraina non ci fa mancare solo i turisti russi, che sono dei big spender e incidono molto sui fatturati del comparto. Abbiamo avuto cancellazioni, per esempio, anche dagli statunitensi, che assimilano un po’ tutti i Paesi europei all’Ucraina in termini di mancanza di sicurezza – prosegue Gattinoni – Inoltre, il caro prezzi e il caro energia incidono sul potere d’acquisto delle famiglie italiane, che prendono tempo e rinviano i viaggi, e sui costi dei trasporti e dei servizi. In ogni caso, dobbiamo spingere su altre destinazioni, serve il turismo intercontinentale, non possiamo rimpiazzarlo con il pur bellissimo turismo di prossimità”.
“In più, il governo deve sostenerci. Le lentezze sulle erogazioni dei nuovi ammortizzatori sono inaccettabili, uno vero scandalo. Peraltro le settimane messe a disposizione sono assolutamente insufficienti. Abbiamo addetti e collaboratori senza stipendio da gennaio e le imprese più piccole, quelle fino a 5 dipendenti, che poi sono la maggioranza, devono affrontare un carico di adempimenti che rende persino svantaggioso presentare le domande di sostegno. La politica – conclude il presidente Fto – deve solo metterci nelle condizioni di far fruttare tutto il nostro patrimonio in termini di know-how, passione e dedizione per il viaggio e per i viaggiatori”.

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