Confturismo: risposta parziale, risorse scarse per il turismo

“Il set di interventi e misure che il decreto legge pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale ha attivato per il turismo recepisce alcune delle richieste che Confturismo sollecita da tempo, ma è solo un punto di partenza. Giusta, quindi, la direzione ma è una riposta parziale e le risorse stanziate sono decisamente scarse”. Lo si legge in una nota della stessa Confturismo.

“Non può esaurirsi qui l’azione di Governo a sostegno di uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia e che rappresenta un vero asset strategico per il Paese. Credito d’imposta sugli affitti, intervento straordinario, quasi a costo zero, degli ammortizzatori sociali, nuove erogazioni per le imprese che dovrebbero arrivare dal rafforzato Fondo unico per il turismo, sono tutte azioni importanti – prosegue la nota – anche se non esauriscono la nostra short list che include esenzione IMU, proroga delle moratorie sui crediti, riapertura ampia ai flussi internazionali, e altro ancora. Con le risorse, poche, che erano disponibili, si è fatto ciò che era possibile, ma traguardare gli interventi a 3 mesi, come previsto nel decreto, può essere solo un punto di partenza, considerato che la domanda, nella migliore delle ipotesi, segnerà incrementi apprezzabili solo a partire dal secondo semestre. Per il turismo la cosiddetta ripresa del 2021 non è mai arrivata, e si allontanano le prospettive per il 2022”.

Secondo il presidente di Confturismo, Luca Patanè, “ci vogliono due impegni importanti, da assumere ora però: da parte del Governo, a partire dal ministero del turismo, per emanare immediatamente – consultandoci – la consistente mole di decreti, bandi e atti necessaria a sbloccare le risorse stanziate, anche sui capitoli del PNRR. E da parte del mondo della politica tutto, per mettere il turismo al centro delle iniziative sulle quali indirizzare le risorse di un’oramai inevitabile, quanto necessaria, nuova manovra, basata su scostamento di bilancio, che porti soldi freschi e veri, non le briciole di disponibilità residua che troviamo su questo decreto. L’ordine di riferimento sono i miliardi, non i milioni, per un settore che può davvero far tornare a volare l’intera economia del Paese”.

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