Turismo organizzato, nel 2026 un mercato da 11,3 mld
15 Ottobre 2026, 11:10
Il turismo organizzato chiuderà il 2026 con un valore complessivo di 11,3 miliardi di euro, con ricavi in calo del 4,1% in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche, aumento del costo della vita, rincari delle tariffe aeree e del jet fuel. La fotografia è di Astoi Confindustria Viaggi, presentata nella conferenza stampa all’Astoi Hub durante il TTG Travel Experience di Rimini. Nonostante il calo, il quadro resta quello di una domanda “solida e reattiva”: il desiderio di viaggiare, sottolinea l’associazione, resta forte.
Il mercato: 4,3 miliardi dal tour operating
Dei 11,3 miliardi complessivi, 4,3 miliardi sono riconducibili al tour operating, contro i 4,5 miliardi dell’esercizio precedente. Il resto del mercato è composto dai pacchetti venduti tramite online travel agency, agenzie di viaggio e dal comparto crocieristico, che continua a mostrare una dinamica positiva, sostenuta da una domanda sempre più ampia e trasversale.
Nel tour operating il prodotto outgoing pesa per circa l’82% del mercato, mentre il restante 18% riguarda l’Italia. La spesa media per passeggero si attesta intorno ai 1.600 euro, con differenze significative a seconda della destinazione.
Cambiano i tempi di prenotazione
Secondo Astoi, l’anticipo della domanda si polarizza: crescono le prenotazioni con forte advance booking e quelle effettuate negli ultimi 30 giorni prima della partenza, mentre si contraggono gli ordini nella fascia tra 90 e 30 giorni. Il confronto, precisa l’associazione, avviene con una stagione precedente “tonica”, caratterizzata da prenotazioni avviate con largo anticipo. Le indicazioni sui primi mesi del 2027 mostrano segnali di progressivo miglioramento.
Viaggiatori più flessibili: si cambia meta o si rimodula il budget
Il comportamento dei viaggiatori evidenzia una forte capacità di adattamento:
- quando una destinazione è percepita come meno sicura, la scelta si orienta verso altre mete o la prenotazione viene posticipata vicino alla partenza;
- quando incide il budget, più che rinunciare al viaggio lo si rimodula, intervenendo su durata del soggiorno, categoria dei servizi o numero di esperienze.
Il viaggiatore, spiega Astoi, cerca un nuovo equilibrio tra aspettative, qualità dell’esperienza e capacità di spesa.
Le destinazioni: Sud America in testa, Medio Oriente in forte calo
La geografia dei viaggi mostra una domanda che si riorienta in base allo scenario internazionale:
- Sud America: +14,5%, la crescita più significativa, trainata da Argentina, Brasile, Perù e Colombia;
- Europa: +5,5%, in particolare Nord Europa con Finlandia e Norvegia;
- Caraibi, Oriente, Oceania e Oceano Indiano: sostanzialmente in linea con lo scorso anno; in Oriente restano punti di riferimento Thailandia e Giappone, mentre la Cina registra un rinnovato interesse;
- Nord Africa: -4,3% nel dato ponderato; l’Egitto continua a esprimere una domanda significativa, con Sharm el Sheikh e Marsa Alam centrali per il balneare, oltre a Cairo e alle crociere sul Nilo;
- Nord America: -15,4%;
- Sud Africa: -13,1%;
- Medio Oriente: -73%, la contrazione più marcata, condizionata dalle tensioni internazionali e dal ruolo degli hub dell’area nei collegamenti verso Asia, Africa e Oceano Indiano.
Il dato, conclude Astoi, conferma che la domanda non si arresta ma si redistribuisce rapidamente tra aree geografiche in funzione di scenario, accessibilità e percezione di sicurezza.