Unesco promuove il Grande Progetto Pompei, lavori fino a 2016

“Miglioramenti tangibili e significativi nello stato di conservazione di Pompei”. Dopo il sequestro di 6 milioni di euro ordinato dalla Corte dei Conti nei confronti dell’ex commissario Marcello Fiori, arriva una buona notizia per Pompei dal report degli ispettori Unesco che promuovono di fatto la nuova gestione e gli sforzi in corso con il Grande Progetto. Un rapporto fortemente positivo, che pur non dimenticando le tante criticità da affrontare, sottolinea più volte il cambio di passo nell’efficienza ma anche nella qualità dei restauri. E taglia la testa al toro alle ansie ‘da scadenza’. Perché se è vero, ricordano gli ispettori, che i 105 milioni della Ue devono essere ‘impegnati’ entro la fine del 2015, “val la pena di accordare tempo all’attuale soprintendenza e al prolungamento del grande piano almeno fino alla fine del 2016”.   

Gli ispettori spiegano che sono stati fatti progressi importanti, che fanno considerare “superata ogni questione riguardo l’iscrizione del sito nella lista del patrimonio mondiale in pericolo”. E non solo: viene rimarcato “un cambiamento profondo nel comportamento della nuova Soprintendenza di Pompei.

E il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini canta vittoria: “E’ il giusto riconoscimento di un lavoro intenso, scrupoloso e metodico”. Dagli scavi il direttore generale Giovanni Nistri e il soprintendente Massimo Osanna, da mesi impegnati in una corsa affannosa per il rispetto delle scadenze, tirano un respiro di sollievo. “Impegnare i soldi europei entro il 2015 non sarà assolutamente un problema, contiamo anzi di farcela molto prima, forse anche entro la fine di aprile”, rassicura Osanna.    

Certo nel rapporto degli ispettori Unesco non è tutto rose e fiori: si ricorda la penuria di custodi, il fatto che anche con l’arrivo dei volenterosi giovani di Ales (“tutti entusiasti, preparati e bilingue”) si è trovata una soluzione “provvisoria” che assicura giusto “una presenza” nel sito, per cui rimane per i visitatori una carenza di spiegazioni. E ancora, si punta il dito sulle brutte rampe metalliche installate per i disabili. Gli ispettori apprezzano l’arrivo a Pompei di 8 nuovi architetti e di 23 archeologi, ma sottolineano con preoccupazione che non si tratta di assunzioni definitive per gli scavi. Soprattutto, non tutte le 13 domus della black list possono dirsi a posto. Per questo, viene mantenuta la dicitura “a rischio” per cinque di queste, La casa degli Amanti, la Casa delle Nozze d’argento, la Schola Armaturarum, la casa di Trebius Valens, l’affresco della caccia nella Casa dei Ceii.

Osanna è tranquillo: “Ce la faremo, ci siamo già mossi per mettere in sicurezza anche quelle domus”. Ma c’è anche chi non la pensa così, come il politologo americano Edward Luttwak, che Pompei vorrebbe affidarla alla Disney: “Trasformerebbe il sito in un grande parco di attrazione”. 

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