Alitalia, Poste investirà 65-70 milioni nella mid-co

Risolto il nodo Poste, Alitalia vede più vicino l’atterraggio di Etihad. Entro oggi la compagnia invierà ad Abu Dhabi la risposta alle richieste formulate nella lettera-ultimatum del ceo James Hogan. Per sbloccare la situazione, dopo l’impasse dei giorni scorsi (per le condizioni di Poste che hanno fatto indispettire gli altri soci), è dovuto scendere in campo il Governo: la quadra è stata trovata nella soluzione della mid-co in cui Poste investirà 65-70 milioni; mentre l’aumento di capitale potrebbe salire fino a 300 milioni. Un nuovo cda dovrebbe essere convocato a breve, probabilmente venerdì, per varare il nuovo impegno, che dovrà passare anche al vaglio dell’assemblea: quindi la firma del pre-accordo non arriverà prima della prossima settimana.    

Poste si dice “soddisfatta”, soprattutto per il fatto che il Governo ha condiviso la propria posizione sulla mid-co e si augura che ora che si arrivi al più presto alla firma dell’accordo con Etihad, per poter mettere in pratica le sinergie già individuate nei giorni scorsi tra Hogan e Caio.   

Ora si tratta di capire se la soluzione della mid-co andrà bene anche ad Etihad. Non a caso, gli altri soci, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, si sarebbero detti d’accordo a procedere con la mid-co, ma chiedendo a Poste di impegnarsi, nel caso in cui per motivi fiscali o tecnici ad Etihad questa soluzione non dovesse andare bene, a tornare al vecchio schema, investendo quindi nella old company.   
In tutto questo, intanto, il nodo sindacale è passato in secondo piano. I sindacati al momento rimangono sulle loro posizioni (con la Uil che ribadisce la propria richiesta di spalmare i tagli al costo del lavoro su 12 mesi) e attendono una convocazione.

 

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