sabato, 26 Settembre 2020

Destini incrociati per Alitalia e Air Berlin nell’era post-Etihad 

Si preannunciano giornate importanti per il futuro della compagnia aerea tedesca Air Berlin e dell’italiana Alitalia. Entrambe sono il fallimento della sfortunata campagna acquisti europea dell’emiratina Etihad Airways. Venerdì scorso è scaduto per entrambe il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, primo passo (forse) per una rinascita.

Vicini anche i due termini per la presentazione delle offerte vincolanti, termine più importante in cui si saprà chi è rimasto effettivamente in gara e non si è limitato a guardare le data room della concorrenza. Per Alitalia è il 2 ottobre mentre per Air Berlin, sarà il 25 settembre, il lunedì dopo le elezioni.

I destini delle due compagnie potrebbero continuare a incrociarsi anche in futuro visto che almeno due compagnie, il colosso Lufthansa e la low cost easyJet, sono in corsa sui tavoli di entrambe. Mentre l’intraprendente irlandese Ryanair vuole concentrarsi solo su Alitalia.

Ma se per l’ex compagnia di bandiera italiana sarà particolarmente difficile riuscire a trovare un cavaliere bianco che la compra tutta, l’imprenditore Utz Claassen ha fatto un’offerta per l’intero gruppo di Air Berlin (seconda compagnia tedesca dopo Lufthansa e più di 8.000 dipendenti).

Secondo quanto si apprende non ci sarebbero offerte complessive per Alitalia (il cosiddetto Lotto Unico). Mentre ci sono offerte sia per il lotto “Aviation” (che comprende anche la manutenzione) sia per il lotto “Handling” (servizi in aeroporto per assistenza a terzi). Nel complesso le offerte sarebbero una dozzina.

Per Air Berlin i nomi in corsa sono, oltre a Lufthansa e easyJet, l’ex campione di Formula 1 Niki Lauda – insieme alla compagnia Condor, le imprese di logistica di Berlino Zeitfracht e l’imprenditore Utz Claassen che ha fatto un’offerta per l’intero gruppo.

Per Alitalia i nomi dati per certi sono Lufthansa, easyJet, Ryanair, la stessa Ethiad (che invece ha abbandonato definitivamente Air Berlin di cui deteneva il 30%) più alcuni fondi (Cerberus, Eliott e Greybull i nomi girati in questi giorni) e alcune società di gestione dei servizi aeroportuali.

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