Ryanair cresce in Italia, O’Leary: in Europa resteremo 4 compagnie

Ryanair scommette sull’Italia e apre due nuove basi a Trieste e a Reggio Calabria, portando il totale degli scali serviti da 17 a 19. L’operazione rientra nella strategia di “crescita organica” del gruppo che non punta ad acquistare compagnie ma aerei, allargando la rete delle basi.

“Nei prossimi due anni – spiega l’amministratore delegato Michael O’ Leary – ci sarà un consolidamento delle compagnie aeree. E’ in parte già successo con l’acquisto di Alitalia da parte di Lufthansa, poi Iag (British e Iberian, ndr) comprerà Tap in Portogallo ed Air France e Klm una quota del 25% in Sas. Alla fine – conclude – ci saranno 4 grandi gruppi: Lufthansa, Air France-Klm, Iag e Ryanair, che sarà la più grande compagnia low-cost”.

Secondo O’ Leary “Wizz air sarà venduta a qualche compagnia mediorientale e easyJet a Air France-Klm o a Iag”. Quanto all’Italia, il gruppo “per la prima volta ha un consigliere non esecutivo italiano e donna, l’ex amministratore delegato di Enav, Roberta Neri, che – spiega O’ Leary – sarà parte del nostro impegno a investire nel paese”. “Vogliamo incontrare il presidente del consiglio Giorgia Meloni – sottolinea – per spiegarle che vogliamo crescere del 50% nei prossimi cinque anni in Italia, passando da 50 a 75/80 milioni di passeggeri, ma occorre che la tassa d’imbarco sia abolita, perché grava interamente sui passeggeri e ostacola la crescita”.

A questo proposito O’ Leary chiarisce come il gruppo “investirà laddove sarà abolita la tassa sugli imbarchi”, cosa che è stata fatta dallo scorso primo gennaio, per effetto della finanziaria, nelle regioni autonome, tra cui la Sicilia e la Sardegna, dove Ryanair ha già una base, e il Friuli-Venezia Giulia. Secondo O’ Leary è sulla tassa che il governo deve intervenire anziché puntare il dito sulle tariffe. “Non abbiamo mai cospirato con Alitalia e con nessuna compagnia – sottolinea – e quella dell’algoritmo sulle tariffe è una notizia spazzatura”. Anche i ribassi tra l’80 e il 90% dopo le festività natalizie non sono altro che “il mercato”, in quanto” dopo le Feste ci sono i saldi e così è per viaggiare in aereo”. “Cercano l’algoritmo – conclude – e non vedono la tassa sugli imbarchi che grava tutta sui passeggeri”.

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