Italia regina delle crociere in Europa ma servono strategie condivise per i porti

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L’Italia si riconferma leader assoluta del settore crocieristico in Europa, generando sul territorio nazionale un impatto economico superiore a 18 miliardi di euro, oltre 7 miliardi di valore aggiunto al PIL e circa 113 mila posti di lavoro distribuiti su più di 60 scali portuali. I dati sono stati diffusi da CLIA Europe (Cruise Lines International Association) a margine dell’Italian Cruise Day a Livorno.

Per preservare il primato di fronte alla diversificazione degli itinerari e alla crescita di porti alternativi, l’associazione sottolinea la necessità di un coordinamento più stretto tra compagnie, autorità portuali e destinazioni locali.

Le priorità del settore secondo CLIA:

  • Impatto economico diffuso: benefici diretti e indiretti ripartiti su una rete capillare di oltre 60 città portuali della penisola.
  • Valorizzazione degli scali diffusi: centralità di tutti i porti (compresi i cosiddetti “scali minori”), ognuno con un proprio prodotto crocieristico di riferimento.
  • Programmazione integrata: necessità di un ecosistema efficiente per pianificare le operazioni in modo sostenibile di pari passo con la crescita dell’offerta.

“Per mantenere questo primato serve un ecosistema efficiente, nel quale compagnie, porti, terminal e destinazioni programmino insieme le operazioni. Ogni porto ha lo stesso peso all’interno del sistema”, ha detto Nikos Mertzanidis, Executive Director di CLIA Europe a margine dei lavori dell’Italian Cruise Day di Livorno che si svolgono oggi nella città toscana.

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