Al via il toto-porti per smaltire la vecchia Concordia

La decisione spetta a Costa. In lizza Piombino, Civitavecchia, Palermo Napoli, Genova e Porto Torres

Tutti in attesa di conoscere le sorti della malconcia Costa Concordia ora che dalla scomoda posizione in cui è stata per 20 mesi è stata rimessa in verticale. Alle candidature di Piombino, Civitavecchia e Palermo per smaltire il relitto, infatti, si aggiungono quelle di Napoli, Genova e Porto Torres.
Ma l'ipotesi di ricorrere ad un porto lontano dall'Italia, forse in Turchia, non è tramontata. Tanto è vero che sarebbe già stata opzionata la nave-piattaforma coreana Vanguard: un bestione capace di abbracciare e sollevare la Concordia e portarla lontano, anche molto, molto lontano dall'Isola del Giglio ad una velocità di 14 nodi. Una opzione, questa, che consentirebbe lo smantellamento della ex nave di Schettino in qualsiasi parte del mondo.  
La decisione spetta a Costa. Sul tavolo, Piombino può spendere il suo know-how sulla gestione dell'acciaio e quindi una filiera corta per la rottamazione. Palermo, dove opera Fincantieri – che ha costruito la Concordia e realizzato i grandi cassoni serviti anche alla rotazione – è stato tra i primi concorrenti del porto toscano, insieme a Civitavecchia, sicuramente più vicino, come quello di Genova. A Sestri Levante la Concordia è nata ed in Liguria potrebbe morire.
Per proporre il porto di Napoli è sceso in campo lo stesso governatore della Campania Stefano Caldoro che ha proposto ufficialmente la candidatura partenopea: "Abbiamo dato la disponibilità, attraverso una mia lettera di qualche mese fa, come ha fatto anche il commissario dell'Autorità portuale Luciano Dassatti''. Ma anche dall'altra sponda del Tirreno, in Sardegna, si guarda alla Concordia: Porto Torres ci pensa seriamente, anche per cercare una boccata d'ossigeno dalla crisi occupazionale che attanaglia la zona. 

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