Allarme caro vita, boom per il turismo di prossimità
02 Novembre 2026, 12:10
Il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi sul palco del Forum 2026 di Confesercenti a Piazza del Popolo Roma, 11 ottobre 2026 ANSA/FABIO CIMAGLIA
Il caro-vita cambia le abitudini di acquisto degli italiani. Oltre nove su dieci hanno ridotto i consumi o adottato strategie di risparmio per fronteggiare i rincari di alimentari, energia e carburanti, e intendono continuare a farlo. Lo rileva un sondaggio di Confesercenti realizzato con Ipsos, secondo cui la tendenza rischia di tradursi in 1,4 miliardi di euro di consumi in meno nel trimestre in corso.
Dove si taglia: ristorazione, bar e vacanze
Secondo l’indagine, gli italiani prevedono di risparmiare su: ristorazione 53%; consumazioni al bar 44%; vacanze 41%. Cresce inoltre la ricerca di sconti e il ricorso all’usato.
“Il cambiamento delle abitudini di spesa delle famiglie conferma quanto sia urgente difendere il potere d’acquisto e sostenere i consumi”, avverte il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi. I rincari degli energetici e le tensioni sugli alimentari, spiega, assorbono sempre più spazio nei bilanci: “Ogni euro in più destinato alle bollette e alle spese fisse è un euro in meno disponibile per gli altri acquisti”.
Le rinunce e i rinvii si traducono, secondo Gronchi, in minori opportunità di lavoro anche per le imprese del commercio, della ristorazione e del turismo di prossimità, che nello stesso tempo devono fronteggiare costi crescenti legati al caro-energia.
Cosa significa per il turismo
Il dato sulle vacanze, 41% di italiani che prevede di risparmiare, si inserisce in un quadro già segnalato dai tour operator: l’Astoi ha stimato per il 2026 un turismo organizzato in calo del 4,1%, con prenotazioni sempre più concentrate negli ultimi trenta giorni. Per le imprese di ristorazione e ricettività il rischio è un calo della domanda interna, soprattutto fuori stagione.