Destination Management: così Ejarque fa funzionare i territori oltre la promozione
30 Settembre 2026, 12:00
Il settore turistico italiano affronta sfide complesse come la frammentazione tra pubblico e privato, la mancanza di governance e i rischi legati all’overtourism. In questo scenario si riafferma la centralità del Destination Manager, figura professionale che supera la logica della pura promozione per porsi come regista dell’intero sistema-territorio, coordinando imprese, infrastrutture, servizi e comunità locali.
Pioniere di questa disciplina in Italia è Josep Ejarque (fondatore della boutique di consulenza FTourism & Marketing a Torino ed ex direttore di realtà come Turismo Torino, Turismo FVG ed Explora per Expo 2015). Con oltre 35 anni di esperienza operativa in progetti strategici (da Cortina d’Ampezzo alla Sardegna, dalle Cinque Terre ad Amalfi), Ejarque teorizza l’integrazione inscindibile tra due elementi:
Destination Marketing: Insieme delle azioni volte a rendere il territorio desiderabile e attrattivo.
Destination Management: Pianificazione strategica e operativa che rende la destinazione funzionante, sostenibile e realmente “vendibile”.
L’approccio punta a misurare il successo non dal mero dato degli arrivi, ma dalla capacità di generare valore e accrescere la reputazione attraverso parametri scientifici come il Destination Reputation Index (DRI). Guardando al 2030, la competitività delle mete dipenderà dalla capacità di gestire i flussi tramite i dati e dalla “regola dei 355°” cara a Ejarque, che lascia un 5% alla continua innovazione sartoriale rifiutando modelli standardizzati.