Fatica piloti incide sempre più su incidenti aerei

La fatica dei piloti è tra le cause degli incidenti aerei più gravi degli ultimi anni. E' quanto è emerso nel corso del convegno "Anpac Safety Day", organizzato dalla maggior organizzazione dei piloti italiani per discutere proprio sul ruolo della ‘fatigue' dei piloti e sulla sua incidenza sulla sicurezza del volo.
"Un numero sempre maggiore di incidenti – ha osservato il presidente Anpac, Giovanni Galiotto – avviene con aerei che funzionano: c'è allora anche un problema legato al fenomeno della 'fatigue', una forma di stanchezza subdola, che può colpire i piloti senza che se ne rendano conto e che li rende meno pronti, reattivi e capaci di fare la cosa giusta al momento giusto. Purtroppo è un elemento che è stato riscontrato come fattore contributivo nelle cause che hanno originato gli incidenti più gravi degli ultimi anni: ad esempio, quello di tre anni fa dell'Air France nell'Oceano Pacifico o dell'Airbus 330 dell'Afriqiyah Airways nel 2009".    
Dagli interventi nel convegno è emerso che solo il 20-30 % dei piloti ammette, nei rapporti, sintomi di stanchezza o di sonnolenza ai comandi dell'aereo, per timore di avere poi contrasti o ritorsioni dalla compagnia di appartenenza.
E sempre in tema di sicurezza, dal 2010 la percentuale di episodi di danneggiamenti ad aerei verificatesi nei piazzali dell'aeroporto di Fiumicino si è ridotto del 50%. Il dato è stato rimarcato da Aeroporti di Roma: "Da quando, nel 2007, è stato introdotto il Safety Management System – hanno sottolineato Stefano Donnarumma, Accountable Manager, e Gianluca Alfieri, Safety Manager della Società – l'attenzione sulla sicurezza è notevolmente aumentata, passando da una media, nel 2007, di 200 segnalazioni alle attuali 3.000 per la prevenzione di incidenti a terra".

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