FlyDubai, sospesi i voli per Israele per 6 giorni
01 Ottobre 2026, 11:15
TOPSHOT - Passengers from an earlier diverted flydubai flight are seen after landing at Israel's Ben Gurion Airport in Lod on September 30, 2026. The flight, also operated by flydubai, landed on the tarmac of Ben Gurion airport at 1534 GMT, after the passengers' earlier flight was diverted to Saudi Arabia due to an altercation between the pilots. Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu said on September 30 that the pilot of a Tel Aviv-bound flydubai flight had tried to crash the plane and kill its passengers, after the aircraft was forced to make an emergency landing in Saudi Arabia. (Photo by Jack GUEZ / AFP)
Dopo la conversazione tra il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed, è stato deciso che i voli FlyDubai per Israele saranno sospesi a partire da stamattina per sei giorni. In loro sostituzione, saranno operati voli di rimpatrio da compagnie aeree israeliane, con misure di sicurezza rafforzate.
La decisione, promossa dal ministro dei Trasporti Miri Regev, è stata approvata durante la conversazione dei due leader ed è arrivata al termine della giornata che ha visto sfiorata la tragedia dopo che il copilota, armato di coltello, ha aggredito il comandante tentando, secondo le prime ricostruzioni, di far schiantare l’aereo. Ed è stato fermato solo grazie ad alcuni passeggeri e piloti fuori servizio che erano a bordo che lo hanno immobilizzato e legato, per poi consegnarlo alla polizia una volta che il volo è atterrato in sicurezza nello scalo saudita di Tabuk.
Israele ha temuto un altro 11 settembre, questa volta a Tel Aviv. I funzionari israeliani ritengono infatti che l’obiettivo del copilota fosse quello di un attacco terroristico. Fonti di Channel 12 spiegano che Israele non ha al momento alcuna indicazione che l’attentatore sia stato diretto dall’Iran o da un’altra entità organizzata. E sembra che abbia agito da “lupo solitario”. Di lui poco è trapelato: si sa che si tratta di un omanita, probabilmente con doppia cittadinanza per poter volare su una tratta per la quale Israele autorizza solo gli equipaggi di alcuni Paesi (e non Muscat). L’uomo è stato arrestato e sotto interrogatorio. Un collega lo ha descritto come un fervente religioso: “Pregava in modo eccessivo durante tutta la giornata e si rifiutava di stringere la mano alle donne”.
Flydubai ha però messo in guardia dal trarre conclusioni sul movente finché l’indagine – condotta da israeliani, emiratini e sauditi – è in corso. La prudenza della compagnia emiratina, nata nel 2008 come low cost e diventata il secondo vettore di Dubai, si scontra con la valutazione israeliana che dal primo momento ha parlato di pista terroristica.
Era ancora mattina presto quando l’aereo partito da Dubai verso Tel Aviv con a bordo 174 passeggeri, 27 bambini, per la maggior parte israeliani, ha avuto all’improvviso una drammatica picchiata, mentre dalla cabina di pilotaggio arrivavano urla e il velivolo andava fuori controllo. Secondo la successiva ricostruzione, il subbuglio e la caduta verso il basso hanno spinto un pilota fuori servizio e quattro passeggeri a correre immediatamente verso il cockpit. Il comandante Smith Machachar, indiano, ricoperto di sangue, era stato colpito dal copilota con l’ascia d’emergenza. I cinque non hanno perso tempo: hanno visto il copilota che cercava di distruggere gli strumenti di bordo e dopo una colluttazione durata una ventina di minuti l’hanno legato mani e piedi, utilizzando i cavi delle cuffie distribuite durante il volo.
L’aereo della FlyDubai decollato dagli Emirati alle 6,05 per Tel Aviv, dopo due ore di volo, nel giro di 30 secondi è passato da oltre 10 mila metri di altitudine a 4.267. Alle 8,31, mentre stava sorvolando la penisola Arabica, è partito dalla cabina il codice di emergenza generale, ancora sette minuti e il velivolo ha trasmesso il codice 7500: dirottamento.
Ci sono stati momenti di terrore puro ripresi dai video dei cellulari. A quel punto due caccia dell’aeronautica israeliana erano già decollati e i vertici militari riuniti. L’aereo è tornato indietro ed è atterrato nell’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita. In serata il ritorno in Israele dove i passeggeri sono arrivati all’aeroporto di Tel Aviv, con un volo di soccorso Flydubai, accolti dal premier. Abbracci e applausi, felici di essersela cavata nonostante tutto.