Fondi montagna e sgravi turismo, governo al lavoro sul decreto Sostegni bis

Ristori praticamente automatici, con lo stesso meccanismo utilizzato finora sulla base del fatturato, o in tempi più lunghi ma meglio calibrati sui dati degli utili: la questione del sistema dei contributi a fondo perduto sta facendo salire la tensione sul decreto Sostegni bis nella maggioranza, alle prese in parallelo anche con le decisioni sulle nuove aperture.

In particolare, per quel che riguarda il turismo, ci sarà un pacchetto che conterrà altri 100 milioni per la montagna, altri due mesi di indennità per gli stagionali (e per i lavoratori dello spettacolo e dello sport). Ma si stanno studiando, annuncia il ministro del Lavoro Andrea Orlando, “alcuni elementi di supporto al turismo anche in termine di sgravi fiscali per l’occupazione e chi fa rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione”. Tra le novità ci saranno il taglio delle tasse e la garanzia sui mutui per l’acquisto della prima casa per gli under 36.

Se sul fronte delle cartelle si dovrebbe andare verso un nuovo stop fino a fine maggio e poi da giugno una semplificazione per l’accesso ai piani di rate per le partite Iva con cali del 30%, dopo settimane di preparazione – il Parlamento ha dato l’ok allo scostamento da 40 miliardi il 22 aprile – resta ancora da sciogliere il nodo degli indennizzi, la misura principale e la più corposa. Per questi nuovi ristori, conferma il sottosegretario all’Economia Alessandra Sartore, ci saranno altri “14 miliardi”, mentre l’intero pacchetto per le imprese ne vale oltre 22 tra credito di imposta per gli affitti, nuova Ace, e ristori veri e propri. Sul meccanismo però, le valutazioni sono in corso e “ci sarà una valutazione definitiva fatta dal consiglio dei ministri”. Per superare lo scoglio dei tempi lunghi, l’idea lanciata da Giorgetti è quella di un sistema di acconto, subito, sempre sulla base del fatturato, e di un saldo più avanti quando saranno disponibili i dati dei bilanci o delle dichiarazioni dei redditi per le partite Iva in contabilità semplificata. Ma, avverte sempre Sartore, c’è anche un problema di reale convenienza, se ci sarà “un differenziale positivo o negativo” per l’azienda. Perché nel fare i conti delle perdite bisognerà anche stornare i costi fissi che sono stati coperti da qualche forma di aiuto nell’ultimo anno.

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