sabato, 26 Settembre 2020

Italia-China, chef insegnano a mangiare italiano

Musoni: “Da qui si comincia a fare cultura, da chi deve preparare i piatti”

La fiera ‘Vinitaly e Cibus 2006’ a Shangai è stato il palcoscenico in cui i cuochi italiani si sono esibiti davanti a una platea di 180 asiatici che assisteva alle lezioni degli chef. I cuochi, provenienti dalla scuola internazionale di cucina, Alma, di cui Gualtiero Marchesi è il magnifico rettore, hanno allestito una vera e propria cucina. Su uno schermo veniva proiettata la ricetta minuto per minuto per non perdere nessun movimento, collegamento tra pietanze e tempi di cottura. “Da qui si comincia a fare cultura, da chi deve preparare i piatti”, dice Musoni che si presenta con il tipico cappello da chef. “La difficoltà per i cinesi – ha detto Musoni – sono le carni e la cottura della pasta. Per il resto conoscono la cucina italiana, soprattutto spaghetti, maccheroni e lasagne”. Il segreto per la diffusione è partire dalla ristorazione nelle grandi catene di alberghi per poi allargare la partita. In 9 città e altrettante strutture di una grande catena alberghiera, il sistema ha portato a un incremento del 30% dell’import dei prodotti italiani.

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