lunedì, 25 Gennaio 2021

Leggeri ritocchi a tariffe per rilanciare aeroporti

Matteoli d’accordo con Adr e Sea sul metodo per trovare nuovi fondi

Un mini-rialzo delle tariffe aeroportuali, dagli 1 ai 3 euro a passeggero, per iniziare a sostenere, con una misura-ponte, il rilancio degli scali aerei italiani. Lo sostiene il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, per trovare, subito, un po’ delle risorse necessarie a rilanciare il funzionamento del sistema aeroportuale italiano. Lo chiedono gli operatori, Adr e Sea, in procinto di presentare i nuovi contratti di programma all’Enac, come misura necessaria per anticipare la futura riorganizzazione. Gli "adeguamenti" più che "aumenti", "visto che le nostre tariffe sono le più basse d’Europa", come sostiene Matteoli, sarebbero compresi tra 1 e 3 euro a passeggero: 1 euro per gli scali che hanno un traffico di 5 milioni di passeggeri l’anno, 2 euro per quelli che arrivano a 10 milioni e 3 euro per quelli che superano i 10 milioni. Fonti vicine ad Assaeroporti fanno presente che il provvedimento citato dal ministro sarebbe una sorta di misura ponte, un provvedimento provvisorio, per circa 18 mesi, per consentire alle singole società di gestione aeroportuale di far fronte agli investimenti necessari e urgenti, "pena la revoca" della misura concessa ancorché provvisoria. Per interventi più ragionati, invece, gli spazi si aprono grazie alla normativa europea.
Ma nel corso di un convegno a Taormina l’Enac lancia un altro grido di allarme: se l’ente dovrà occuparsi anche della regolazione tariffaria, servono risorse e mezzi necessari per esercitare le sue nuove funzioni. "Abbiamo bisogno di risorse umane e di poteri sanzionatori, altrimenti siamo un’autorità scritta sull’acqua", avverte il presidente, Vito Riggio. Ma Matteoli tranquillizza gli animi: "daremo a Riggio quello che è necessario e che gli serve: lo faremo compatibilmente con le risorse che ci sono, considerando che il trasporto aereo è strategico per il nostro Paese".

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