Parte la stagione bianca, ma per sciare serve il green pass

Lo sci riparte sulle Alpi anche in Italia, da Cervina a Cortina d’Ampezzo. Ma quest’anno gli amanti della neve, oltre allo skipass, dovranno avere un altro documento fondamentale: il green pass. Senza il certificato Covid-free non si potranno prendere funivie o transitare negli spazi comuni delle stazioni di partenza e arrivo. Regole previste in sede di conversione del decreto legge green pass-bis, il quale ha stabilito che per accedere alle strutture sciistiche (“funivie, cabinovie e seggiovie, qualora utilizzate con la chiusura delle cupole paravento”) serve il certificato verde. E fino a che non si arriva con la pista libera davanti agli scarponi, anche la mascherina sul volto. Sotto questo profilo, non cambierà molto rispetto alle lunghe file di sciatori con mascherina visti davanti alle biglietterie l’anno scorso, prima che la seconda ondata del virus richiudesse tutto.

In ogni caso il Green pass promette di essere l’ago della bilancia anche nella ripartenza di questo comparto economico, il turismo dello sci, che in Italia – ha ricordato il ministro Massimo Garavaglia – vale 10 miliardi di euro. Lo sci e l’assalto agli impianti potrebbero rivelarsi però un pericoloso detonatore del Covid senza il rispetto delle regole. L’Austria su questo ha assunto decisioni nette, mettendo in ‘lockdown’ tutti i non vaccinati anche per quanto riguarda le piste. Da oggi, lunedì 8 novembre, infatti, chi non è immunizzato in Austria non potrà più accedere a ristoranti, movida, hotel, sport, eventi culturali e sarà escluso dalle iniziative del tempo libero.

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