Più arrivi internazionali in Cina che in Italia: è avvenuto il sorpasso

Sono oltre 130 milioni i turisti cinesi che annualmente si recano all’estero per turismo o per lavoro. Di questi circa il 13% arriva in Europa e solo una piccola parte – 500-600 mila – degli 1,4 milioni che visitano il nostro Paese arriva direttamente in Italia. A scattare la fotografia del turismo del Paese del Dragone è uno studio di Cst-Confesercenti che l’ANSA pubblica in anteprima in vista dalla visita in Italia del leader cinese XI Jinping atteso giovedì 21 marzo. Esattamente, secondo i dati Istat, dalla Cina si registrano 3 milioni 77 mila arrivi e poco più di 5 milioni di presenze.

Ma anche la Cina come destinazione turistica presenta una crescita davvero “esplosiva”. “La Cina – spiega Damiano De Marchi, ricercatore del Ciset-Centro di Studi sull’Economia turistica – ha superato l’Italia per arrivi internazionali di turisti (con 60 milioni di arrivi contro 58,3 milioni) e Pechino è diventato il secondo aeroporto al mondo. Il Belpaese continua a essere nella mente dei turisti cinesi, ma non sempre questo sogno diventa realtà, perché la scelta si basa anche sulla facilità di raggiungimento e l’assenza di voli diretti penalizza moltissimo”.

Tutti i paesi europei rappresentano destinazioni potenziali del mercato cinese – emerge dallo studio di Cst-Confesercenti – e la loro modalità di visita è itinerante: 2-3 città per nazione e ripartono verso una nuova meta. L’Italia è il terzo paese più visitato e Roma è la seconda città più scelta, con arrivi in continuo aumento, assieme a Venezia (1 cinese su 5 pernotta in Veneto), Firenze e Milano. Le 10 destinazioni preferite sono state in ordine di visitatori: Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. Le prime 10 città per numero di visitatori sono Parigi, Roma, Praga, Mosca, la svizzera Interlaken, Vienna, Firenze, Venezia, Budapest e Barcellona.

Cst Confesercenti ha anche tracciato il profilo del turista cinese: interessati allo shopping e altospendenti, fortemente legati alle nuove tecnologie (con il telefono effettuano anche i pagamenti), amanti dei viaggi di gruppo o in famiglia. Il profilo medio del turista cinese in Italia è donna con un’età media superiore ai 50 anni, ma è in aumento anche il segmento dei giovani trentenni. In generale hanno una capacità di spesa elevata, ma sono anche esigenti.  Cercano il wi-fi in quanto eternamente connessi, personale che sappia la loro lingua (il mandarino), siti web nella loro lingua e dai servizi di mobilità locale. In generale, oltre l’80% dei viaggi all’estero è organizzato e intermediato da tour operator. Gli individuali, essenzialmente millennial, parlano in inglese e organizzano i servizi mediante l’uso delle piattaforme. Mediamente l’80% preferisce le sistemazioni in hotel.
E si registra un forte aumento dell’interesse verso una vacanza sempre più esperienziale, con un gusto per il pittoresco e con potenzialità per circuiti alternativi anche al mare (Napoli, Pompei, Costiera Amalfitana, Sicilia, colline del Chianti, laghi del Nord, Verona), crociere nel Mediterraneo, enogastronomia anche legata all’acquisto, wedding tourism.

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