Santanché: ambisco a rendere turismo prima industria del Paese

“L’economia del mare rappresenta il 9% del nostro Pil. La mia ambizione è che l’industria del turismo possa essere la prima industria del paese. Bisognerebbe vivere in alcune aree solo di turismo”. Lo ha detto la ministra del Turismo, Daniela Santanché, in un intervento da Gaeta dove si celebra la Giornata nazionale del mare. “In Italia i porti turistici sono 537, molti di questi non hanno il wifi – ha proseguito, ricordando che domani sarà a Catania per un’iniziativa sul porto della città -. Capite allora come le parole corrono veloci, ma i fatti si muovono lenti. Come ministero abbiamo stanziato 5 milioni di euro per dotare i porti di wifi. Con il Covid sono cambiate le abitudini: ci sono turisti che vogliono passare più tempo nei porti dalla loro barca, magari anche per lavorare”.

“Il mare per il turismo è fondamentale. Troppo spesso i precedenti governi hanno dimenticato di mettere in risalto che l’Italia è una penisola. È importante non ragionare per compartimenti disgiunti – ha proseguito -. Il concetto vincente per lo sviluppo è saper lavorare in squadra: non si può disgiungere il mare dal turismo, dall’industria o dall’ambiente. Abbiamo bisogno della squadra non solo del governo, ma anche degli italiani, appropriandoci della fierezza e dell’orgoglio di essere italiani. Noi abbiamo messo il più grande incentivo per far crescere i posti di lavoro nel turismo, togliendo il reddito di cittadinanza – ha detto ancora -. E’ una cosa epocale, gli operatori sanno che ora è più facile trovare lavoratori. Siamo un paese meraviglioso e dobbiamo raccogliere questa sfida avanzando anche attraverso la formazione, diventando più grandi e investendo negli alberghi che in Italia mancano – ha concluso -. Dobbiamo professionalizzare e alzare la qualità dei servizi: quando andiamo in un ristorante non sappiamo come si mangerà, ma ci colpisce subito il sorriso del cameriere che ci accoglie e questa è una cosa molto importante”.

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