Turismo ruota ancora su Enit, Regioni, decreto Valore turismo e riqualificazione hotel

Il 2013 non è stato certo un anno positivo per il turismo italiano che ha registrato un crollo della domanda interna dell'8,5% e una diminuzione del numero dei turisti stranieri negli ultimi 4 mesi dell'anno. Per il 2014 si è intravisto qualche segnale di ripresa in occasione della Pasqua, ma l'anno si prospetta ugualmente difficile, con un turismo organizzato straniero agguerrito, anche se si assiste ad un crollo della concorrenza spagnola ma un ritorno di una forte concorrenza greca.
Ha preso le mosse da queste premesse, illustrate dal responsabile Turismo di Confcommercio, Alberto Corti, il convegno "L'Italia cresce con il turismo!" organizzato dall'Osservatorio parlamentare per il turismo. Il neopresidente dell'Osservatorio, Ignazio Abrignani, ha spiegato in apertura che intende organizzare almeno due iniziative all'anno, per testimoniare l'importanza del settore e far sentire il "grido di dolore" degli imprenditori rispetto al silenzio che spesso li avvolge.
Il presidente di Assoturismo Confesercenti, Claudio Albonetti, ha sottolineato la pletora di strutture che ruotano attorno al settore: sono 13,500 tra Apt, assessorati, aziende di soggiorno, Pro loco, Gal e Aptr, "ognuna delle quali stampa opuscoli in modo scoordinato, che costano ma non producono nulla". Oltre alla ricreazione di un "ministero del Turismo pesante", Albonetti ha sottolineato la necessità che nascano appositi Dipartimenti dedicati ai vari segmenti di turismo.     
Il past president di Federturismo Confindustria, Costanzo Iannotti Pecci, si è invece soffermato sul "grande fallimento di 14 anni di esperienza del turismo in mano alle Regioni, il più grande errore, in particolare nella gestione del settore. Il debito pubblico del nostro Paese – ha evidenziato – è esploso da quando le Regioni hanno avuto un grado di autonomia decisionale".     
Bernabò Bocca, vice presidente dell'Osservatorio Parlamentare per il turismo, si è augurato che venga presto varato un decreto "Valore turismo", "senza ricominciare da capo", visto che già era stato in parte approntato dall'ex ministro Massimo Bray, ed ha auspicato in particolare un provvedimento per favorire la riqualificazione degli oltre 34 mila hotel esistenti in Italia e l'uscita dal mercato di quelli non più in grado di esserci, favorendo l'ingresso di nuove catene e nuovi soggetti. Inoltre si è augurato che Fs decidano "se devono fare utili o essere un servizio pubblico: nel secondo caso, come io credo debba essere, devono permettere che venga raggiunto l'80% del territorio italiano".
Infine, Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente dell'Associazione italiana Confindustria alberghi, ha difeso il ruolo dell'Enit: "non si può fare promozione esclusivamente dalla rete", ha detto.

editore:

This website uses cookies.