Andare in ristorante stellato vale il viaggio sia per italiani che stranieri

Provare uno dei 334 i ristoranti “stellati Michelin” in Italia per molti, italiani e stranieri, è un’ottima ragione per organizzare un viaggio, un soggiorno e, spesso, uno short break. A calcolare il valore degli ‘chef fenomeno’ e quello del “Taste Tourism” è una ricerca di Jfc che stima un fatturato indotto complessivo sul territorio di 282 milioni di euro. E di questi la maggioranza è data dalla spesa dei turisti stranieri, che da soli contribuiscono per 208 milioni contro i 74 milioni della clientela italiana.

Come media nazionale ogni ristoratore stellato ha 6.318 clienti all’anno e di questi, coloro che soggiornano nella destinazione, sono 1.015 stranieri e 870 italiani.

“E’ interessante valutare – osserva Massimo Feruzzi, responsabile di Jfc – quanti sono, in sostanza, i pernottamenti che producono i clienti dei ristoranti stellati italiani: a tal proposito la nostra ricerca indica un soggiorno medio di 1,2 notti per i clienti italiani e 1,7 notti per i clienti stranieri. Pertanto, complessivamente, ogni ristorante genera sul territorio ben 2.770 pernottamenti annui”.   

Ma da dove provengono i clienti dei ristoranti stellati Michelin? Per quanto riguarda l’Italia, la maggior parte di clientela è residente in Lombardia, poi in Piemonte ed a seguire in Emilia Romagna: queste tre regioni generano il 28,5% del totale della clientela italiana dei ristoranti stellati nazionali. Sono invece americani i principali “fan” stranieri della cucina stellata italiana (rappresentano il 21% sul totale della clientela straniera), seguiti da quelli inglesi (14,2%), dai francesi (9,2%) e dai giapponesi (8,2%); quindi i clienti cinesi (6,9%), quelli belgi (6,6%), gli svizzeri (5,8%), i clienti provenienti dai Paesi Scandinavi (5,2%) e dalla Germania (4,5%). 

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