Competitività turistica: Italia nella top 10 mondiale, Giappone leader
29 Settembre 2026, 10:50
Nel 2025 il turismo globale ha raggiunto un record di 1,5 miliardi di viaggiatori internazionali, generando un impatto economico di 11.600 miliardi di dollari. Tuttavia, la sostenibilità del settore si misura ormai sulla capacità di gestire la crescita e resistere agli shock sistemici. È quanto emerge dal Travel & Tourism Development Index (TTDI) 2026, pubblicato dal World Economic Forum con Zurich Insurance Group, che valuta la solidità strutturale di 110 economie.
L’Italia si posiziona al 10° posto assoluto nella classifica mondiale della prontezza e competitività turistica. A guidare il ranking globale è il Giappone, seguito da Stati Uniti e Spagna, grazie alla capacità di integrare infrastrutture di livello, barriere d’accesso ridotte e una capillare distribuzione dei flussi fuori dalle mete più congestionate. L’Europa domina la classifica con 6 Paesi nelle prime dieci posizioni.
| Le 10 economie con i punteggi più alti nel TTDI 2026 | ||||||
| 1. | Giappone | 5.27 | 6. | Germania | 5.09 | |
| 2. | Stati Uniti | 5.23 | 7. | Regno Unito | 5.08 | |
| 3. | Spagna | 5.22 | 8. | Cina | 5.00 | |
| 4. | Australia | 5.18 | 9. | Svizzera | 4.97 | |
| 5. | Francia | 5.17 | 10. | Italia | 4.93 | |
Se le economie avanzate mantengono la leadership, la crescita più dinamica appartiene alle destinazioni emergenti: l’Albania registra l’incremento di punteggio più marcato (+7% dal 2024), seguita da Vietnam e Laos. L’area Asia-Pacifico esprime ben sette delle dieci economie con i migliori progressi.
Il report evidenzia tuttavia criticità strutturali per l’intero comparto:
Costi in aumento: Il 75% delle economie è diventato meno accessibile e i prezzi turistici corrono più veloci dell’inflazione.
Carenza di manodopera: Si stima uno shortage di 43 milioni di lavoratori entro il 2035 (-16% del fabbisogno).
Gestione del rischio: La competitività futura dipenderà dalla resilienza a shock geopolitici, climatici e digitali.
Per un valore duraturo, il WEF indica cinque direttrici strategiche: destagionalizzazione e diversificazione dei flussi, continuità operativa nelle emergenze, competizione sul valore anziché sul prezzo, ritorno economico per le comunità locali e investimenti sulla produttività della forza lavoro.