Teahupo’o e le Isole di Tahiti: dove il surf affonda le sue radici
03 Agosto 2026, 10:00
Photo credit @ Manea Fabisch
Ad agosto, il mondo del surf torna a guardare verso il Pacifico. Sulla penisola di Tahiti Iti, l’onda di Teahupo’o accoglie ancora una volta l’élite mondiale della disciplina. Prima di diventare palcoscenico del WSL Championship Tour, questa striscia di reef ha attraversato secoli di leggende, eredità e testimonianze storiche.
Nella lingua Ma’ohi il surf si chiama horue e accompagna la vita delle isole da tempo immemorabile. Lo praticavano uomini e donne di ogni età. La scrittrice tahitiana Teuira Henry, nel suo Ancient Tahiti, racconta di Hinaraurea, capace di superare i campioni del suo tempo sulle onde di Mahaena; la regina Marau tramanda la leggenda di Vehiatua i te mata’i, legata all’onda di Teahupo’o. La prima testimonianza scritta di un osservatore esterno risale al 29 maggio 1769, quando il botanico Joseph Banks, a bordo dell’Endeavour del capitano James Cook, annotò nel proprio diario la pratica del surf lungo le coste tahitiane.
Il nome stesso di Teahupo’o deriva, secondo la tradizione orale tahitiana, da un antico scontro tra clan e significa letteralmente ‘muro di teschi’. Per chi lo pratica sul posto, l’onda è un’espressione del Mana, l’energia vitale che i polinesiani riconoscono nella terra, nel mare e nelle persone, un principio di rispetto che regola ancora oggi l’accesso agli spot e il rapporto con chi quell’onda conosce da generazioni.
Dall’8 al 18 agosto 2026 Teahupo’o ospita l’Outerknown Tahiti Pro presented by I-SEA, settima tappa del Championship Tour 2026 realizzata dalla World Surf League in collaborazione con la Fédération Tahitienne de Surf. L’appuntamento si tiene nel passaggio di Hava’e, davanti alla penisola di Tahiti Iti.
Il 2026 introduce un formato aggiornato del Championship Tour: le fasi a eliminazione diretta scompaiono e ogni manche pesa direttamente sulla classifica generale. Il tabellone maschile conta 36 atleti, quello femminile 24.
Tra i nomi annunciati per l’edizione 2026 figura Kelly Slater, undici volte campione del mondo, che torna a Teahupo’o con una wildcard. Outerknown, brand co-fondato dallo stesso Slater, debutta quest’anno come title partner dell’evento e presenta una linea di merchandising in cotone Regenerative Organic Certified.
Per chi segue la competizione dalla costa, l’accesso al reef avviene esclusivamente via mare: imbarcazioni autorizzate collegano la marina di Teahupo’o al reef, dove si svolge il campionato.
Tahiti, l’isola principale della Polinesia francese, offre spot praticabili tutto l’anno o legati alla stagione dello swell. Sulla costa est si surfa a Point Venus, Ahonu, Orofara e Papeno’o, conosciuta come “Chinese Bay”. Sulla costa ovest si trovano Taapuna e Taharu’u, a Papara. L’onda di Teahupo’o si infrange sulla penisola di Tahiti Iti, “in fondo alla strada”, come la definiscono i surfisti locali.
Sull’isola di Moorea, raggiungibile da Tahiti con circa mezz’ora di navigazione in traghetto, gli spot più frequentati sono Pihaena, Papetoai e Haapiti.
Anche le altre isole e arcipelaghi custodiscono numerosi break, sia nelle Isole Sottovento (Raiatea) sia nelle Tuamotu (Rangiroa, Tikehau e altre). Le onde migliori si trovano al largo, in corrispondenza delle passe, le aperture della laguna che creano un accesso all’oceano aperto e che sono generalmente raggiungibili in barca.