Tria propone nuovo dipartimento per spingere gli investimentii

Gli investimenti pubblici sono il principale volano per spingere la crescita. E il nodo, contrariamente a quanto si pensa, non sono le risorse ma la necessità di avviare procedure per l’utilizzo concreto dei fondi, attivando un volano che possa attrarre anche capitali nazionali e stranieri. E’ il pallino del ministro dell’Economia Giovanni Tria che con questo intento cambia faccia al ministero dell’Economia.

Al Consiglio dei ministri di oggi il ministro porta infatti una riorganizzazione del dicastero con la quale crea un quinto dipartimento, che avrà sul tema degli investimenti un grande potere: potrà fare analisi, verificare gli impatti reali delle scelte prima e dopo, lavorare per attrarre investimenti pubblici e privati, proporre riforme per la spesa relativa agli investimenti, migliorare l’assetto normativo ma anche esprimere pareri sulle concessioni tariffarie in tema di infrastrutture pubbliche e incidere in concreto sui dossier che arrivano al Cipe, che è poi uno dei gangli per il quale passano in concreto molte delle risorse che arrivano sul territorio.

La nuova struttura sarà una sorta di fortino ‘strategico’ per gli investimenti italiani, che certo dovrà dialogare – è previsto espressamente nel regolamento – con gli altri ministeri che non hanno mai nascosto di essere gelosi delle proprie competenze in materia: dal ministero dei Trasporti a quello dello Sviluppo economico, dove sono insediate strutture per il rilancio e la gestione degli investimenti.

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