A Cuba crolla il turismo: arrivi a -65,1% e fuga delle catene alberghiere
02 Novembre 2026, 09:45
Il turismo a Cuba registra una nuova pesante contrazione. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione (ONEI), nei primi nove mesi del 2026 (gennaio-settembre) l’isola ha accolto appena 477.707 visitatori internazionali, a fronte degli 890.140 dello stesso periodo del 2025, segnando un calo del 65,1%. I minimi storici mensili sono stati toccati a giugno (28.100 arrivi) e settembre (27.354). L’andamento conferma una crisi strutturale iniziata negli anni scorsi: dai 2,2 milioni di visitatori del 2024 (-9,6% sul 2023) si era già scesi a 1,81 milioni nel 2025 (-17,8%), toccando il livello più basso dal 2002 (esclusi gli anni pandemici).
A penalizzare il settore – fondamentale fonte di valuta estera per l’economia cubana – sono la crisi economica ed energetica, la riduzione dei collegamenti aerei e le restrizioni statunitensi. Il governo cubano ha inoltre confermato l’uscita dall’isola di sette catene alberghiere internazionali, che fino a poco tempo fa gestivano circa il 46% della capacità ricettiva complessiva. Il pacchetto di 176 riforme economiche e sociali approvato dalle autorità ad aprile/giugno – volto ad aprire la gestione private di alberghi, trasporti e autonoleggi – non è finora riuscito a frenare il calo delle presenze.