Copilota voleva schiantarsi sul Ben Gurion, scontro sui controlli
05 Ottobre 2026, 11:21
EPA/ABIR SULTAN
Mentre le indagini sembrano consolidare la pista che il copilota, agendo da solo, volesse schiantare l’aereo sul Ben Gurion, in Israele è scontro sulle responsabilità dei mancati controlli all’equipaggio del volo Flydubai FZ1073, puntando i riflettori su una mega falla nel sistema. Israele aveva ricevuto dalla compagnia emiratina la lista dei passeggeri e dell’equipaggio del volo, come da prassi, ma non è chiaro come la presenza di Hamam al-Hammami, copilota con cittadinanza omanita e un trascorso, secondo gli inquirenti, radicalizzato evidente anche sui suoi profili social, non abbia destato sospetti.
Dalle indiscrezioni riportate dai media israeliani sulle indagini, in cui sono convolti anche investigatori israeliani, prende corpo la pista che Hammami stesse programmando l’attentato da tempo, ma che abbia agito da solo. Secondo Channel 12, durante gli interrogatori il copilota omanita avrebbe ammesso che intendeva fare schiantare l’aereo sull’aeroporto Ben Gurion in Israele. Inoltre, è emerso che al-Hammami era già atterrato all’aeroporto Ben Gurion più volte, sempre nell’ambito del suo lavoro con FlyDubai e che già a luglio aveva programmato l’attacco, annullato all’ultimo in quanto era amico di un membro dell’equipaggio. Secondo l’emittente, diversi piloti con doppia cittadinanza di Paesi con cui Israele non intrattiene rapporti diplomatici – compresi iraniani, siriani e iracheni – hanno volato sui voli diretti per il Paese.
Secondo il ministero dei Trasporti israeliano, Flydubai ha contravvenuto ai propri obblighi di non inviare personale con cittadinanza di Paesi nemici di Israele, e va chiarito anche come la compagnia emiratina abbia assunto un pilota che era stato allontanato dalla Oman Air per presunta radicalizzazione.