Alluvione tra Tibet e Nepal, 517 turisti dispersi: anche due italiani
27 Agosto 2026, 11:26
(Photo by Arun SANKAR / AFP)
Sono 644 le persone ancora disperse dopo l’alluvione improvvisa che mercoledì mattina ha colpito i fiumi Bhotekoshi e Trishuli, in Nepal. Lo riferisce il Nepal Tourism Board (Ntb) in un rapporto aggiornato a mezzogiorno di oggi e riportato da Nepal News. Dei dispersi, 517 sono turisti stranieri e 127 sono cittadini nepalesi, secondo il bilancio dell’Ntb.
Tra i turisti dispersi nell’alluvione in Nepal ci sono anche due cittadini italiani. Fonti della Farnesina fanno sapere che si stanno facendo verifiche. Nella lista dell’Ente del turismo del Nepal figurano anche 65 turisti statunitensi e 53 ucraini, oltre a 51 cittadini della Malesia, 35 dell’Australia, 33 del Regno Unito e 25 del Canada. Risultano dispersi anche nove visitatori di Singapore, otto ciascuno di Germania e Russia e sei ciascuno di Lettonia e Sudafrica. Cinque cittadini di Giappone e Nuova Zelanda risultano irreperibili, insieme a quattro francesi e tre cittadini ciascuno di Belgio e Spagna. Inoltre, risultano dispersi due cittadini ciascuno di Bielorussia, Irlanda, Kazakistan, Paesi Bassi e Portogallo. Infine, nell’elenco figura un cittadino ciascuno di Bulgaria, Finlandia, Ungheria, Israele, Lituania, Filippine, Serbia, Svezia e Svizzera.
Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha, con squadre composte da forze di sicurezza, autorità locali, guide e Tourist Police impegnate anche nelle operazioni di evacuazione e nella verifica delle persone irreperibili.
Le immagini che arrivano dal distretto montuoso di Rasuwa, nel nord del Nepal, a ridosso della frontiera con il Tibet cinese, raccontano una tragedia immane. La piena ha seguito il corso del fiume Bhotekoshi, spazzando via tutto nelle località di Timure e Syapru Besi, prima di proseguire verso valle e colpire anche i distretti di Nuwakot e Dhading.
Anche sul versante cinese la situazione è drammatica. Nella regione autonoma del Tibet, la frana originatasi dal lato nepalese ha colpito il valico di Gyirong, interrompendo comunicazioni e forniture elettriche. Le autorità cinesi hanno riferito per ora di tre morti e 265 dispersi e il presidente Xi Jinping ha ordinato di profondere il massimo sforzo per le ricerche e di rafforzare il monitoraggio per prevenire nuovi disastri. Almeno 574 soccorritori sono stati mobilitati dalle autorità di Pechino, ma le operazioni sono particolarmente difficili a causa delle condizioni del terreno: per raggiungere la zona sono necessarie almeno quattro ore, perché i percorsi di accesso sono ostruiti da uno strato di sedimenti profondo circa un metro e mezzo.
L’origine della tragedia è ancora da accertare. Secondo il ministro degli Esteri nepalese, Shishir Khanal, e una prima valutazione di scienziati nepalesi e cinesi, una frana o una valanga di ghiaccio potrebbe aver ostruito il fiume Lhende, forse innescata dal terremoto di magnitudo 4.4 registrato dall’US Geological Survey alle 8.37 ora locale in territorio tibetano.