Mosca, un parco ‘made in Usa’ al posto dell’ex hotel Rossija

Sarà 'made in Usa', in barba all' 'anti-americanismo' putiniano, il nuovo parco che ricreerà il paesaggio russo tra steppa e tundra a due passi dal Cremlino e dalla piazza Rossa, sui 14 ettari dove sorgeva lo storico Rossija, l'hotel più grande d'Europa durante la guerra fredda.   
Ad aggiudicarsi la gara internazionale per il primo parco da costruire a Mosca negli ultimi 50 anni, un progetto da 150-200 milioni di dollari fortemente voluto da Vladimir Putin, è stato infatti un consorzio guidato dal noto studio di architettura newyorkese Diller Scofidio+Renfro e di cui fanno parte varie società di consulenti ed esperti provenienti anche da Italia e Germania, oltre che dagli Usa e dalla stessa Russia.
L'idea vincente, tra 87 progetti di 450 aziende di 27 Paesi, si basa sui principi del 'paesaggio urbano', con quattro zone naturali tipicamente russe (tundra, steppa, foresta e palude) che dovrebbero digradare l'una nell'altra fondendosi con gli edifici storici e le aree pedonali dell'antica area di Kitai Gorod e dei giardini del Cremlino.
I lavori dovrebbero iniziare alla fine del 2014 e concludersi in due-tre anni. Il costo sara' finanziato interamente dal Comune. Attesi 20 milioni di visitatori durante il primo anno di apertura.
Inizialmente, al posto dell'hotel Rossija demolito nel 2007, si era pensato di edificare un altro mega albergo o un business center. Ma i nuovi edifici non avrebbero fatto altro che congestionare ulteriormente il centro. Così Putin suggerì al nuovo sindaco Serghiei Sobianin di realizzare un 'polmone verde', guadagnandosi i favori degli ambientalisti e mettendo il suo sigillo su un altro primato: quello del primo parco costruito nella capitale dai sovietici anni Sessanta.

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