Sprofonda il turismo a Cuba: -64,4% nei primi 8 mesi 2026

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Non si ferma la contrazione del settore turistico a Cuba. Tra gennaio e agosto 2026 l’isola ha accolto appena 450.353 visitatori internazionali, registrando un crollo del 64,4% rispetto allo stesso periodo del 2025 (anno che aveva già chiuso a -17,8% sul 2024). I dati diffusi dall’Ufficio Nazionale di Statistica (ONEI) tratteggiano una situazione critica per quella che è storicamente una delle principali fonti di valuta estera del Paese, lontanissima dai picchi oltre i 4,6 milioni di arrivi registrati nel biennio pre-pandemico 2018-2019.

A pesare sull’andamento della destinazione è la combinazione tra crisi economica generale, continui blackout energetici, ridotta connettività aerea e il costante irrigidimento delle sanzioni statunitensi, che ha spinto almeno sette grandi operatori alberghieri internazionali ad abbandonare il Paese.

L’impatto si riflette negativamente su tutti i bacini di provenienza: il Canada, pur rimanendo il primo mercato emissivo, crolla del 75,6% (128.400 visitatori), seguito dai cubani residenti all’estero (-35,6%) e dagli Stati Uniti (-50%). Flussi in sensibile calo di oltre il 40% anche da Messico e Argentina, mentre la Russia cede oltre il 70%. Inutile, al momento, la recente apertura del governo all’imprenditoria privata per la gestione di hotel, trasporti e servizi ricettivi, i cui eventuali benefici appaiono ancora lontani.

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