Brand alberghieri e soft brand per massimizzare investimenti
01 Ottobre 2026, 10:20
Il ruolo dei marchi e l’evoluzione dello scenario d’investimento nel comparto ricettivo italiano sono stati al centro dell’evento “Are Hotel Brands the new tool to maximize investors’ returns?”, organizzato a Milano da CBRE in collaborazione con Minor Hotels. L’incontro ha fatto il punto sulle prospettive di sviluppo del mercato nazionale, confermando l’elevata attrattività dell’Italia per i capitali internazionali, con oltre 308 milioni di presenze alberghiere (di cui il 57% estere) e una stima di crescita della domanda pari al 4,3% CAGR fino al 2030.
Secondo le analisi di CBRE, per il 2026 i volumi di investimento nel settore alberghiero italiano supereranno i 2,3 miliardi di euro, inseriti in un contesto di mercato che vede triplicata dal 2019 la presenza di sviluppatori e proprietari orientati alla gestione operativa a lungo termine. Sul fronte dell’offerta emerge tuttavia un ampio margine di crescita per la brandizzazione: solo il 22% delle camere in Italia è affiliato a un marchio, a fronte del 62% del Regno Unito, del 55% della Francia e del 46% della Spagna. In questo scenario, l’adozione di marchi e in particolare di soft brand si configura come la leva strategica ideale per il mercato italiano, consentendo di preservare l’unicità e l’identità architettonica degli immobili storici beneficiando al contempo della forza distributiva, dei canali di vendita e dei programmi loyalty dei grandi gruppi globali.
“Nell’hospitality il valore di un asset dipende sempre più dall’integrazione tra visione immobiliare e competenza operativa – ha commentato Mirko Baldini, CEO Italy di CBRE –. La nostra piattaforma integrata affianca investitori e proprietari lungo l’intero ciclo di vita dell’hotel, dalla strategia alla selezione del brand, per valorizzare ogni immobile nel lungo periodo”. Gonzalo Aguilar, CEO di Minor Hotels Europe & Americas, ha sottolineato la centralità del Paese nei piani del gruppo: “L’Italia è un mercato strategico dove contiamo già 60 strutture e 7 brand. Con un portafoglio complessivo di 12 marchi tra hard e soft brand, applichiamo un approccio ‘asset-right’ capace di adattarsi su misura a ogni destinazione, immobile e investitore, accelerando una crescita sostenibile che tuteli l’individualità delle singole proprietà”.