Cicloturismo: settore in crescita, ma in Italia c’è ancora molto da fare

Negli ultimi anni una delle tendenze che sta crescendo di più nel mondo dei viaggi è quella del cicloturismo. Sono sempre più i turisti che decidono di affidarsi alla bici per le proprie vacanze. I vantaggi sono tanti: la possibilità di unire due passioni (quella dei viaggi e quella del ciclismo), di visitare nuovi posti al proprio ritmo, godendosi ogni istante del viaggio, oltre che quella di unire l’attività turistica all’esercizio all’aria aperta.

 

Il cicloturismo, insomma, sembra in rapida ascesa, e i dati lo confermano. In paesi come la Francia e la Germania, in cui questa pratica è da anni una realtà solida e affermata, il giro d’affari legato alle vacanze sulle due ruote (acquisto bici e accessori, pernottamento, alloggio, spese varie) ammonta rispettivamente a 7,5 e 11,4 miliardi di euro. Cifre davvero altissime, e in continua crescita da vari anni.

 

Un trend decisamente positivo, quindi, trainato anche dalla grandissima crescita del mercato delle ebike. Solo in Italia, nel 2017 le bici e pedalata assistita sono aumentate del 19% rispetto all’anno precedente. I motivi del boom sono diversi. Innanzitutto la maggiore comodità: la potenza extra fornita dal motore elettrico permette di trasformare anche la più difficile delle salite in una pedalata relativamente semplice, oltre che di diminuire la stanchezza durante i lunghi viaggi. Ciò ha aperto il cicloturismo anche a chi non è necessariamente allenato, e può finalmente godersi in tranquillità e senza fatica la propria vacanze sue due ruote. La scelta di modelli, poi, è amplissima e permette di accontentare tutti: dalle bici da turismo alle MTB elettriche, è possibile trovare la bici a pedalata assistita adatta a tutte le esigenze. Basta visitare uno dei tanti siti specializzati, come Bikester, e dare un’occhiata al catalogo per rendersi conto di quanto il mercato delle bici elettriche sia florido.

 

E l’Italia? Il nostro paese fa registrare dati contrastanti. Da una parte, l’indotto del cicloturismo ammonta a 2 miliardi di euro: una cifra che non regge il confronto con le altre realtà europee, nonostante il Bel Paese rimanga fra le mete preferite di tanti cicloamatori, attratti dalle sue bellezze e dai paesaggi meravigliosi che ha da offrire. Di contro, l’Italia è il primo produttore europeo di biciclette: 2,33 milioni all’anno, ossia più del 18% del mercato totale. Le due ruote rappresentano quindi un settore economico di primo piano nel nostro paese. Stupisce però che ciò abbia poche ricadute sulle abitudini quotidiane degli italiani: nonostanti la maggior parte abiti a meno di 30 minuti dal lavoro, chi utilizza stabilmente la bici in sostituzione dell’auto o dei mezzi pubblici è solo il 4%.

 

Sembra che il vero problema che impedisce il balzo del settore delle due ruote anche in Italia sia quindi di tipo culturale, legato alle abitudini personali. Si spera che alcuni dei grandi progetti in cantiere (come ad esempio la pista ciclabile che metterà in comunicazione Lignano con Bibione, e che in teoria dovrebbe permettere di poter arrivare in bici fino a Venezia) contribuiscano a far avvicinare il cicloturismo italiano ai livelli europei.

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