Bartolomeo D’Amico si candida alla guida dell’ADA, l’intervista

Il noto direttore e manager alberghiero pugliese, Bartolomeo D’Amico, si candida alla presidenza dell’Associazione Direttori Albergo Italia per il prossimo quadriennio 2023/2026. Le elezioni si terranno nel mese di marzo e saranno ratificate dall’Assemblea Nazionale che si terrà a Ostuni.
D’Amico guiderà una lista composta da manager e direttori qualificati con una lunga esperienza associativa, tra i quali Demetrio Metallo (Calabria) candidato per il vicepresidente vicario, Michela De Martino (Lazio), Danilo Bellomo (Lombardia) e Giuseppe Bussetti (Campania), quali vicepresidenti. Per l’occasione abbiamo intervistato il candidato alla presidenza dell’ADA D’Amico.

Quali saranno i punti cardini del suo mandato, qualora venisse eletto?

E’ del tutto evidente che i tempi che stiamo vivendo, impongono alla nostra figura un radicale mutamento nell’espletamento delle funzioni primarie del ruolo che ricopriamo. Il manager alberghiero, oltre a dirigere una struttura complessa come quella alberghiera, deve sapere rispondere alle esigenze sempre più difficili provenienti dal mercato del lavoro. Chi si candida a guidare un’Associazione prestigiosa come l’Ada, deve necessariamente avere una visione strategica futura e sapere interpretare le continue evoluzioni di questo mondo fantastico che è il settore dell’ospitalità, e questo è possibile solo se vivi sul campo la tua esperienza.

Le nostre linee programmatiche, la nostra visione strategica futura, nascono da un confronto coi territori, coi soci, che sono la base e l’essenza di ogni associazione. Viviamo un momento storico molto complicato e difficile, in cui il settore turistico, a causa della pandemia, risulta essere uno dei più danneggiati sia dal punto di vista economico, che sociale e professionale. L’Ada, come tutte le altre associazioni, ha vissuto e vive mesi di riflessioni sul futuro incerto che attende il settore. Punteremo sulla formazione, stipulando protocolli d’intesa con il mondo accademico e gli istituti d’istruzione superiore, per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Attraverso il nostro Centro Studi Manageriali, metteremo a disposizione il nostro know-how, acquisito da esperienze fatte sul campo.

Cosa cambierà rispetto al passato?
L’Ada è nata nel 1956 e, nel corso di tutti questi anni, ha rappresentato la storia dell’ospitalità nell’hôtellerie italiana. La dinamicità del settore turistico impone un mutamento della nostra professione che deve essere inquadrata in un contesto di globalizzazione del mercato dell’accoglienza. Questo processo, già iniziato negli ultimi anni, ha subito una battuta d’arresto con la pandemia. Il motivo conduttore del nostro mandato sarà quello di proiettare la nostra figura in un settore che esige competenza e passione, elementi che certamente non mancano ai membri dell’associazione e che i candidati della mia lista “Amicizia e Professionalità”, portano addosso come vestito ogni giorno.

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