Il ministro De Micheli inaugura il Salone Nautico, settore cresce del 10,3%

La cerimonia dell’alzabandiera, salutata dall’ingresso in porto della fregata “Alpino” della Marina militare italiana, ha dato ufficialmente il via alla 59/a edizione del Salone Nautico (19-24 settembre) che accende i riflettori sulla nautica. Il settore, nel 2018 è cresciuto del 10,3%, incremento a due cifre per il quarto anno consecutivo. Il fatturato è di 4,2 miliardi. “Questo Salone ha fatto di più rispetto ai precedenti, definirlo il Salone dei record, anche se i numeri sono da record, mi pare quasi riduttivo”, dice la presidente de I Saloni Nautici Carla Demaria che con il presidente di Ucina Confindustria Nautica Saverio Cecchi, ha accolto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli e le altre autorità.

Oltre mille imbarcazioni, 986 espositori, 14 nuovi brand e molti stranieri, boom delle vendite online dei biglietti rispetto all’edizione passata che era stata il simbolo della riscossa per Genova dopo il crollo del Morandi.

“È la quarta volta che vengo al Salone negli ultimi 11 anni. Questo è un settore che ci dà tante soddisfazioni. A me tocca da qualche giorno la responsabilità di un ministero grande, che si occupa di tantissime cose e conoscere questo settore mi aiuta. Credo che nei prossimi giorni arriveremo all’approvazione definitiva del Codice della Nautica”, ha detto il ministro De Micheli.

“Ci candidiamo ad essere davvero la città della nautica per ospitare in futuro un Salone che non sarà più solo il primo del Mediterraneo, perchè vogliamo diventare i primi in Europa e competere con i grandi saloni del mondo”, ha sottolineato il sindaco di Genova Marco Bucci.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha invece chiesto al Parlamento l’istituzione di un Ministero del Mare dedicato. “Qui c’è un concentrato di attività, dai container alla nautica di diporto, dalle riparazioni navali al porto petroli, dalle rotte mercantili alle crociere, diventate uno dei principali business turistici italiani. Credo che tornare a pensare a un ministero dedicato darebbe una scossa importante alla competitività e alla capacità di programmazione del nostro Paese”, ha sottolinato.

 

 

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