Il paradosso dei musei chiusi e delle piste da sci aperte

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota di Paola Di Giovanni, presidente di Agilo, Associazione Nazionale Guide ed Accompagnatori turistici, in merito all’attualità della riapertura delle piste da sci confrontandola puntualmente con la situazione dei musei e delle aree archeologiche.
Molti sono stati gli appelli al Governo per riaprire le piste da sci e permetterne la fruizione ai turisti e agli sportivi del settore, molte sono state le personalità note e meno note che hanno chiesto di non far morire chi dipende direttamente ed indirettamente da esse.
Quello della loro riapertura è un argomento che trova spazio ogni giorno sulle maggiori testate giornalistiche e programmi televisivi.
Non ci sembra rivesta invece altrettanto interesse una questione di pari importanza: quella della riapertura dei musei e delle aree archeologiche, perché laddove è vero che le piste da sci sono luoghi all’aperto in cui si fa sport, è vero anche che non abbiamo visto assembramenti nei musei e che le strutture hanno aderito alle indicazioni del governo provvedendo a disinfettare tutto, misurare la temperatura e scaglionare gli ingressi per evitare affollamenti.
Si sono dunque comportati in maniera virtuosa, anche se fra mille difficoltà, stessa cosa si può dire delle aree archeologiche, anch’esse luoghi all’aperto, che hanno limitato il numero di ingressi per evitare assembramenti.
E’ indubbio che lo sci, e gli sport invernali in generale, siano molto importanti non soltanto per una questione meramente economica, ma anche e soprattutto per la serenità dell’individuo che ne fruisce, lo stesso però si può dire dei musei, delle mostre, delle biblioteche e delle aree archeologiche, luoghi che difficilmente si affollano, se non con rarissime eccezioni.
Che senso avrebbe dunque riaprire le piste da sci e renderle fruibili senza fare lo stesso con i musei, le aree archeologiche e le biblioteche ? Ci uniamo alla richiesta dei colleghi del settore alberghiero-turistico legato alle vacanze sulla neve per richiedere che, qualora questi centri venissero aperti, venga anche predisposta la riapertura di. musei, aree archeologiche e biblioteche, al fine di permettere al settore turismo una ripresa, che non può essere rimandata, o essere affidata a decreti ristoro sicuramente insufficienti a risolvere il problema.
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