L’IA divide la filiera, tra resistenze dei TO e autonomia delle adv
03 Novembre 2026, 10:30
L’impatto dell’Intelligenza Artificiale nel settore turistico riaccende il dibattito sulla trasformazione dei modelli di business e sugli equilibri di potere tra Tour Operator, Network e Agenzie di Viaggi. In un’analisi firmata da Antonio Carito, amministratore unico di Utac Viaggi s.p.a., viene messa in guardia l’intera filiera contro la tendenza a minimizzare la portata della rivoluzione digitale, una posizione spesso giustificata dalla presunta centralità del “fattore umano” o dai costi di adozione tecnologica citati da alcuni vertici della distribuzione organizzata (come Welcome Travel Group). Secondo Carito, sottovalutare l’IA rischia di far ripetere gli errori storici già commessi in passato da grandi player di mercato travolti da nuovi modelli distributivi.
Il nodo centrale della riflessione riguarda il futuro della distribuzione: rassicurare le agenzie di viaggi tradizionali riducendo l’urgenza di innovare rischia di disincentivarne l’autonomia tecnologica, mantenendole vincolate a schemi d’intermediazione superati. Al contrario, la democratizzazione degli strumenti di IA offre oggi alle adv l’opportunità di potenziare marketing, consulenza e produttività a costi accessibili.
Per i TO e i network, la vera minaccia non è rappresentata dall’emancipazione tecnologica dei dettaglianti, ma dall’emergere di nuovi intermediari digitali o dall’evoluzione del consumatore finale, capaci di marginalizzare chi non avrà saputo riorganizzare tempestivamente i propri processi.