Sulla questione dei ristori si sta combattendo battaglia fratricida

Sulla questione dei ristori e non solo, si sta combattendo una battaglia fratricida: gli uni contro gli altri, outbound contro inbound, retail contro turismo organizzato, e così via, all’interno di un settore, e di alcuni comparti in particolare, colpito in maniera devastante dalla pandemia“. Inizia così la lettera firmata dal Coordinamento “Imprese Escluse dai Ristori Agosto 2020” dopo l’ultimo attacco subito dalla categoria, secondo alcuni composta da “imprese irregolari”.

Qualcuno – si legge infatti nella lettera – invece di focalizzare e spingere la dialettica (e lo scontro) nei confronti di chi ad esempio, non ha destinato sufficienti risorse ai ristori, o le ha mal distribuite, oppure contro chi potrebbe aver fruito in maniera irregolare ed “astuta” dei ristori a danno dei colleghi, pensa solo e sistematicamente a denigrare “le altre imprese”, etichettandole come “irregolari”, quasi come se avessero meritato queste sciagure (almeno due, la pandemia e l’esclusione dai ristori).

Gli esiti di un sondaggio condotto mesi fa su un campione rappresentativo di imprese escluse (peraltro fornito anche all’epoca al Mibact), hanno evidenziato le motivazioni per le quali non si è attinto ai ristori del primo bando; sono molteplici, e nessuna di queste ha fattispecie di “irregolarità”. Al contrario, pur essendovi stati episodi di negligenza da parte di qualche impresa, molte altre hanno palesato differenti ragioni. In ordine sparso, e fra le altre per brevità: problemi con la piattaforma telematica (istanza inserita correttamente, ma senza PEC di riscontro); problemi di salute del responsabile; negligenza dei consulenti a cui hanno affidato la pratica, o che non hanno mal comunicato; errori formali di compilazione della domanda; e non ultimo, irregolarità del DURC al momento della presentazione.

Si, è vero, alcune imprese non hanno presentato la domanda perché con il DURC irregolare; cioè non hanno fatto altro che attenersi a quanto disposto dall’avviso, che precludeva la possibilità di accedere al bando con il DURC non idoneo. E per questa ragione queste, così come tutte le altre escluse facendo di tutta l’erba un fascio, non possono e non devono essere definite “irregolari”, al contrario, dovrebbero essere quanto meno salvaguardate: non hanno fatto altro che il proprio dovere, cioè non presentare la domanda. 

Laddove peraltro, ed è unanimemente risaputo e segnalato anche formalmente da molti, presumibilmente alcune imprese hanno presentato dichiarazioni mendaci, sulle quali sarebbe stato opportuno che il Ministero in primis, ma la magistratura, la stampa e non ultimo le associazioni di categoria, avrebbero dovuto approfondire immediatamente e nel caso intervenire.

D’altra parte, noi continueremo a combattere la nostra battaglia di civiltà, legalità e trasparenza in ogni sede“.

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