Centinaio a Venezia tra formazione, lotta all’abusivismo e no a balzelli sul turismo

“A giorni col ministro Bussetti lanceremo una task force sulla formazione turistica che sarà attiva dal primo luglio”. Lo ha annunciato il ministro del Turismo, Gian Marco Centinaio, in occasione del convegno all’ex Ospedale al Mare del Lido di Venezia. “Sarà operativa fin dalle scuole superiori, anche negli istituti agrari – ha spiegato – con l’obiettivo di arrivare entro l’estate, massimo inizio autunno, a una proposta di formazione condivisa per far sì che la scuola sia in grado di rispondere alle richieste del mondo del lavoro”.

La formazione è il primo obiettivo del ministro. Il secondo “far emergere l’illegalità delle strutture ricettive del nostro Paese, in cui c’è quasi un 50% di sommerso”. “L’idea di un codice identificativo delle strutture – ha rilevato – ci porterà ad essere un Paese più moderno e meno abusivo”. Il ministro ha quindi affermato che “bisogna attirare un turismo alto spendente, visto che l’Italia è solo sfiorata da questi mercati”. “Bisogna – ha aggiunto – dare servizi: strutture all’avanguardia e di livello, ma anche infrastrutture, come porti ed aeroporti, all’altezza. Bisogna – ha concluso Centinaio – sostenere chi fa investimenti di questo tipo. E soprattutto dobbiamo essere un po’ più orgogliosi di quello che abbiamo, dando meno per scontato il nostro Paese. Bisogna partire dalle eccellenze e da persone sempre più professionali in questo settore”.

Infine, Centinaio ha espresso la sua contrarietà al ticket d’accesso per Venezia: “Nei giorni in cui ci sarà il bollino rosso – ha spiegato – costerà 6 euro entrare a Venezia, più 14 euro di vaporetto, tra andata e ritorno per andare in piazza San Marco: senza aver bevuto un bicchiere d’acqua dovrò spendere 20 euro… Mio figlio lo porto a Gardaland, visto e considerato che una famiglia di quattro persone solo per arrivare in Piazza San Marco dovrà spendere 80 euro. Sono convinto – ha proseguito – che il turismo lo si possa gestire anche in un altro modo. Poi sono sempre dell’idea che limitare l’accesso delle persone a un’area importante, a un sito turistico come quello di Venezia sia fare del male al turismo in Italia. Il mondo mi sta dicendo che devo portare sempre più turisti nel nostro Paese. Venezia vuole mettere la tassa d’ingresso, in Sardegna c’è qualche folle che vuole mettere la tassa di sbarco, le Cinque Terre la tassa d’ingresso, altre zone della Sardegna stanno chiedendo un’altra tassa di ingresso… Io mi chiedo dove devo portare la gente: a Cinisello Balsamo? A Rozzano?. Venezia – ha precisato – può fare questo provvedimento grazie a un ok del governo che, come al solito, è stato dato senza chiedere niente al ministro del Turismo, perché io avrei detto assolutamente no. Penso che sia una cosa che non serva al turismo, non serva assolutamente a Venezia. Prima o poi – ha concluso – penso che i turisti si stuferanno e andranno da qualche altra parte del mondo. A quel punto, non sarà colpa di Centinaio”.

 

 

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