mercoledì, 12 Maggio 2021

Anche Uber e Ncc contro la regolamentazione dei taxi del governo

Lo sciopero annunciato è andato in scena: taxi fermi in tutta Italia con cortei e concentramenti nelle grandi città. Ma non tutte le sigle sindacali hanno aderito alla protesta. Fin qui, tutto come previsto. Meno scontate erano le reazioni di Uber e Ncc al decreto contro gli abusi nel settore. La app, che collega autisti e clienti, ha giudicato la proposta “molto deludente”. Sulla stessa linea anche l’associazione del noleggio con conducente, l’Anitrav, secondo cui il provvedimento “è penalizzante”, tanto da prospettare un “fermo”.

Adesso occhi puntati su mercoledì 29 marzo quando al ministero dei Trasporti è attesa la controproposta delle sigle sindacali. Da quanto si apprende, la questione che più sta a cuore ai tassisti sta nell’evitare che l’Ncc viaggi tutto il giorno, magari fuori dai confini per cui ha l’autorizzazione, forte di un pacchetto di prenotazioni. I sindacati delle auto bianche vorrebbe mettere dei tetti alle prenotazioni e avere più garanzie sul divieto per gli Ncc di prendere chiamate in corsa.

Le associazioni che rappresentano gli Ncc ovviamente la pensano in maniera opposta, insistendo per abbattere il principio di territorialità che limita il servizio in determinate zone. Anche le ‘black car’ saranno sentite dal ministero il 29 del mese. Su un punto invece i problemi sarebbero stati superati, con il governo che ha dato la disponibilità a riscrivere il testo e in caso eliminare quel passaggio. Due righe la cui intenzione non era azzerare i ricavi per app e radiotaxi, o aprire a nuove forme di pagamento, ma contrastare gli abusivi, spiegano dal ministero.

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