Nessun rischio di trombosi per viaggi aerei lunghi

La conferma viene da uno studio europeo condotto su soggetti sani

Non esiste nessuna relazione tra i viaggi aerei lunghi più di otto ore e il rischio di trombosi. A negare il legame tra il rischio di sviluppare emboli sanguigni alle gambe che possono rivelarsi fatali se si spostano ai polmoni o al cervello e le molte ore passate in aria, uno studio condotto in Europa e pubblicato su Jama, la rivista dei medici Usa. Secondo ricercatori inglesi, scozzesi e tedeschi, restare immobili a terra comporterebbe lo stesso livello di rischio. La ricerca è stata condotta su alcuni soggetti sani, costretti a sedere per otto ore in una stanza in cui veniva simulato un ambiente aereo, con livelli di ossigeno più bassi del normale e subito dopo, in una stanza con gli stessi parametri di un qualsiasi ambiente fisico a terra. Dai campioni di sangue prelevati durante e dopo le sperimentazioni emergono dati chiari: nessun rischio di emboli su voli intercontinentali.

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