Nuova era per gli Intercity, Morgante: non saranno più Cenerentola

 Ha inizio una nuova era per i treni Intercity, ormai diventati una ‘Cenerentola’ rispetto alle Frecce dell’Alta velocità. A darne l’avvio il nuovo contratto di servizio tra Trenitalia e lo Stato, firmato dopo 2 anni di proroghe.    

“Inizia una nuova era, una nuova stagione per gli Intercity”, ha sottolineato Barbara Morgante, ad di Trenitalia, presentando il nuovo contratto insieme al ministro dei trasporti Graziano Delrio.
Il sistema degli Intercity era infatti arrivato ad un bivio, con un parco rotabile ormai vetusto e il rischio di soppressioni di numerosi collegamenti: con la firma del nuovo contratto, che ha una durata maggiore rispetto al passato (10 anni anziché 5) e più risorse pubbliche (oltre 100 milioni l’anno), viene consolidata e anzi incrementata l’offerta (+7% per complessivi 25,1 milioni di treni km/anno) e c’è un rilancio in termini quantitativi e qualitativi.   

“Questa era la Cenerentola del servizio pubblico, ora avranno a prezzi calmierati servizi nettamente migliori. Era un po’ un figlio di nessuno, oggi cerchiamo di dargli dignità”, ha detto Delrio, sottolineando che “il Governo investe in questo servizio e garantirà anche un controllo attraverso un sistema di penali, oltre ad un sistema di incentivi nel caso di superamento degli obiettivi di qualità”.     

Gli Intercity correranno sui binari della penisola con una nuova livrea e 118 corse complessive, di cui 108 quotidiane e 10 nei fine settimana. Per gli Intercity giorno aumentano i posti offerti (+16%, pari a 6 mila posti al giorno in più, oltre 2 milioni l’anno). I treni verranno progressivamente rinnovati: è prevista l’acquisizione graduale di treni Frecciabianca con età media più bassa (dagli attuali 25 anni a 15) e dal 2019 anche degli Etr 460/470; oltre ad un piano di investimenti per il materiale rotabile per circa 300 milioni.

Previsti poi più servizi a bordo con pulitore viaggiante e minibar sulle tratte più lunghe. Non sono invece previsti ‘a breve’ aumenti dei biglietti, ha assicurato Morgante, ricordando che un rincaro del 4% c’è stato già ad ottobre.

Sul fronte prezzi resta invece alta la polemica sui rincari (con un aumento medio del 35%) degli abbonamenti per i pendolari dell’AV decisi da Fs: il Codacons suggerisce uno sciopero bianco dei pendolari e il Pd chiede un intervento del ministro Delrio che chiede “all’azienda a pensare ad uno scalettamento degli aumenti e alle Regioni a sedersi ad un tavolo.. Sulla vicenda interviene anche l’ad di Fs, Renato Mazzoncini, che si dice disponibile ad un tavolo, perché “in realtà si è montata una grande polemica su numeri molto piccoli, questo 35% di aumento riguarderà 600-700 persone in Italia. L’aumento dei prezzi, spiega, riguarda l’abbonamento 7 giorni che è utilizzato da un 10% circa dei nostri pendolari che sono 7.000 in tutta Italia”.

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