Ad agosto tutto esaurito sulle spiagge italiane: Puglia regina

People relaxing on the beach in Barcelona

35 milioni di presenze sotto l’ombrellone degli stabilimenti balneari. Un dato confortante, quello che emerge da un’indagine di Cna Turismo, rispetto all’andamento molto negativo di giugno e luglio. E può rappresentare – sperano gli operatori – il primo passo del lungo cammino verso l’auspicata ripresa del turismo. Un dato che lascia sperare in qualcosa di buono anche a settembre, condizioni meteorologiche e sanitarie permettendo.

Dall’indagine di Cna Turismo emerge che la palma di regione dalle spiagge più ambite è stata la Puglia. Gallipoli e tutto il Salento, le Isole Tremiti, Vieste le località pugliesi più gettonate. Dietro la Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna. In Toscana le località più frequentate sono risultate Viareggio, Forte dei Marmi, l’Isola d’Elba e Punta Ala. In Emilia-Romagna: Rimini, Riccione, Milano Marittima, Cervia, i lidi ferraresi. A ridosso del trio di testa si piazzano Sardegna, Lazio e Campania. Purtroppo il successo della Sardegna è stato minato dal comportamento sconsiderato di una minoranza molto limitata di turisti, non locali, disattenti alle regole. Al contrario, il rispetto delle regole ha contribuito a determinare quasi dappertutto il successo delle spiagge nazionali. La graduatoria scorre con Marche, Veneto, Calabria, Sicilia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata e Molise. In alcune località si è rilevata anche una forte presenza di turisti stranieri. È il caso di Jesolo, in Veneto, dove il riscontro è stato nel complesso da tutto esaurito, o quasi. E dove a fare la differenza sono stati proprio i turisti stranieri (di lingua tedesca in particolare) che hanno sfiorato il 50% dei villeggianti.

Il turismo balneare non si è sottratto alla tendenza principe dell’estate 2020: la vacanza è breve e di prossimità. L’emergenza sanitaria, inoltre, ha spinto molti turisti a preferire gli appartamenti alle strutture collettive. E, chi l’aveva a disposizione, ha riaperto una “seconda casa”, pur senza alcuni comfort quali il condizionatore. Dopo anni nei quali l’aveva in pratica dimenticata per mete più ambite, spesso all’estero. Ma a fare la propria parte sono stati anche i bonus turismo. La convinzione che in Italia si potesse tutelare la propria salute più e meglio che all’estero ha, a sua volta, avuto un ruolo importante.

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