Airbnb risponde a Federalberghi: su di noi numeri sbagliati

Matteo Stifanelli, Country Manager di Airbnb Italia, replica all’attacco lanciato da Federalberghi. “Da settimane – dice – siamo impegnati con governo e Parlamento per fornire i nostri spunti su come rendere davvero efficace la norma sul sostituto d’imposta contenuta nella manovra. Perché anziché dare numeri sbagliati e lanciare attacchi per creare confusione, non collaborano per la promozione del Paese e una migliore regolamentazione del turismo?.

Nel 2017, il 78% dei viaggi su Airbnb – continua Stifanelli – ha avuto un rating a 5 stelle, il massimo sulla nostra piattaforma. Come si fa a parlare di mancanza di qualità? Anzi! Con sole recensioni autentiche, dati di questo tipo confermano il valore dell’ospitalità alternativa. Oltre il 70% dei nostri guest ha dichiarato che non sarebbe venuto in Italia e/o non sarebbe rimasto altrettanto a lungo, se non ci fosse stata Airbnb.
Nel 2015 a livello globale gli alberghi hanno segnato il record di profitti con 73 miliardi, il picco dal 2007, quando Airbnb non esisteva. Molti Ceo di alberghi, anche in Italia lo hanno detto: siamo i migliori promotori di questo Paese e dei suoi percorsi più nascosti. Con noi il turismo è più democratico – aggiunge – Siamo stati in audizione presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato proprio la scorsa settimana per ribadire, sulla base dei nostri numeri ufficiali, la nostra volontà a fare la nostra parte, a partire dalla definizione di regole che possano funzionare, al contrario delle assurde richieste che sono giunte in parlamento sotto forma di emendamenti in queste ore. Chiedere a un proprietario di casa di dotarsi di porte tagliafuoco nelle proprie case o di diventare alberghi perché si sono fornite le lenzuola ci sembra solo il tentativo di introdurre oneri ingiusti, senza contribuire a far funzionare meglio il rapporto tra cittadino e fiscalità e di certo fuori dall’ambito della manovra fiscale di primavera”.

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