Astoi: riaprono le destinazioni Egitto e Tunisia

E alla Bit Brambilla annuncia compensazione per TO

Gli operatori del settore turistico hanno appreso con grande soddisfazione la riapertura delle destinazioni Tunisia ed Egitto. Lo afferma l'Astoi, il cui presidente Roberto Corbella sottolinea come "grazie ai continui contatti con i rappresentanti istituzionali e del mondo delle imprese di questi Paesi abbiano potuto constatare direttamente non solo un'accelerazione verso la normalizzazione, ma anche un rinnovato ed entusiastico desiderio di accogliere al meglio i flussi turistici. Si percepisce chiaramente – prosegue Corbella – l'orgoglio di dimostrare al mondo la capacità di combinare una rivoluzione democratica con uno spirito imprenditoria e una cultura all'accoglienza ai massimi livelli. Tutto ciò – conclude Corbella – ci rafforza nel desiderio di contribuire in maniera concreta all'opera di rilancio di queste destinazioni che basano in gran parte le loro economie sul turismo".
Intanto, il sito della Farnesina, viaggiaresicuri.it invita a evitare le principali città, interessate da movimenti di protesta non ancora sopiti (tra cui il Cairo, Suez, Alessandria, Ismailia), anche se "si registra una progressiva ripresa delle attività ed una tendenziale normalizzazione". Nelle zone turistiche del Mar Rosso il sito ricorda che non si sono registrati recentemente disordini ma sottolinea che è consigliabile "improntare i viaggi in tali zone a necessaria prudenza e preventiva informazione sull'evoluzione degli eventi".
Sull'argomento è intervenuta anche Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, a margine dell'inaugurazione della Bit di Milano. "Stiamo pensando – ha detto – ad azioni compensative per le nostre imprese, i nostri tour operator che magari hanno puntato molto su alcuni di questi mercati e di queste mete". Il ministro ha poi sottolineato l'importanza di "intercettare i flussi di turismo che erano diretti in questi paesi". Affermazione che però non trova d'accordo il presidente di Confturismo, Bernabò Bocca: "se il Mediterraneo diventa una polveriera non se ne avvantaggerà nessuno. Soprattutto per quanto riguarda la sicurezza sono tutti molto attenti – ha detto Bocca – e l'Italia è il paese più vicino a quelle aree, una situazione di rischio non avvantaggia nessuno".

 

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