Brasile strategico per turismo delle radici, Jelinic a San Paolo

Con oltre 30 milioni di cittadini di origine italiana, il Brasile è un mercato “estremamente interessante” per il settore turistico italiano,
che nel 2024 si concentrerà sulla promozione dei viaggi alla riscoperta delle radici familiari. “Per noi si tratta di un mercato importante per l’elevata capacità di spesa del mercato brasiliano e per la tendenza alle permanenze medie e lunghe”, ha spiegato Ivana Jelinic, alla guida dell’Enit da fine novembre, in questi giorni San Paolo, da molti considerata la città “italiana” più grande del mondo. “L’Italia è una destinazione che i brasiliani amano molto e sono numerose anche le affinità culturali ed eno-gastronomiche tra i due Paesi”, ha aggiunto.

Fino al 2019, prima della pandemia Covid-19, ogni anno entravano in Italia circa 1,2 milioni di turisti con passaporto brasiliano (quelli che viaggiano con passaporto italiano non sono inclusi nelle statistiche), ma, secondo Jelinic, “c’è ancora molto spazio per crescere”.

La visita dell’ad avviene circa tre settimane prima del Wtm Latin America, la principale fiera del turismo in America Latina, che si svolge dal 3 al 5 aprile, a San Paolo, dove Enit sarà presente con un suo stand. L’agenzia guarda già al 2024, quando l’Italia promuoverà l'”Anno del turismo delle radici”, un progetto che mira a incoraggiare la riscoperta delle origini da parte dei discendenti italiani e promuovere le destinazioni meno visitate. “Il turismo delle radici ha questa caratteristica di essere molto evocativo perché rimanda alla propria storia personale, diventando un motivo in più per scoprire luoghi dove normalmente non si andrebbe”, ha sottolineato Jelinic. L’Enit sta predisponendo in questo senso una serie di attività straordinarie con il resto del Sistema Italia, che dovrebbero partire nella seconda metà del 2023.

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