sabato, 19 Settembre 2020

Enit, Corte dei Conti: “Riforma poco innovativa”

L’Agenzia chiude in positivo l’esercizio 2005

La riforma dell’Enit “non sembra possedere una reale carica innovativa”. E’ quanto sostiene la Corte dei Conti, nella relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione dell’Enit per il 2005. Secondo la Corte, non risulta ancora chiaramente definito il tema delle competenze in materia di promozione all’estero mentre è rimasto sostanzialmente invariato il modello organizzativo e funzionale del vecchio Ente, cui è stata solo modificata la ragione sociale con l’aggiunta del termine ‘Agenzia’. Unica novità importante è, secondo la Corte dei Conti, il diretto coinvolgimento di tutti i soggetti-attori del mercato turistico (Stato, Regioni, Enti locali, Enti pubblici, associazioni di categoria) “nell’organo di gestione dell’Agenzia”. L’Enit chiude comunque in positivo l’esercizio 2005, sia sotto il profilo finanziario che economico, soprattutto grazie al contributo di 20 milioni di euro assegnato dal decreto legge 35 del 2005. Nelle conclusioni della relazione, i magistrati osservano che nel 2005 “l’industria turistica italiana ha mostrato segni di ripresa dalla crisi iniziata nel biennio 2001/2002 e nel 2005 il nostro Paese è riuscito ad agganciare il generale trend positivo ed ha visto di nuovo crescere l’incoming sia in termini di arrivi e presenze che di flussi valutari”. Secondo i magistrati, però, restano ancora incompiute tre questioni: la chiara intestazione di competenze, a Stato, Regioni ed enti locali, in materia di promozione all’estero dell’offerta turistica italiana; il rinnovamento del modello organizzativo e funzionale dell’Ente e del regime di gestione del suo personale; l’apprestamento di meccanismi di finanziamento atti a garantire flussi di risorse correlati all’effettivo fabbisogno ed in linea con quelli di cui dispongono gli omologhi organismi dei principali Paesi concorrenti.

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