lunedì, 28 Settembre 2020

Estate, gli stranieri tornano in Italia

Poche e concentrate le vacanze degli italiani anche se ora prenotazioni sono in rialzo

Tornano gli stranieri nel Belpaese ma diminuiscono gli italiani che si concedono una vacanza: la conseguenza è che le località che puntano tradizionalmente sul turismo italiano hanno sofferto, mentre sono andate bene le destinazioni più gettonate dagli stranieri. Questo il quadro dell'estate che si sta concludendo, secondo i principali operatori del settore. "E' anche vero – osserva il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – che molte località stanno registrando buone prenotazioni proprio in questi giorni, cioè nelle settimane successive a Ferragosto, quando generalmente si svuotavano. Molti, insomma, contano di partire proprio adesso, anche perché il tempo si prevede buono e i prezzi sono più bassi. Per cui il saldo finale ci auguriamo sia in linea con quello dell'anno scorso, che tuttavia non era stato eccezionale: siamo ancora lontani dai numeri del 2005 e del 2006". L'euro debole che ha attirato gli americani, la ripresa del mercato turistico russo, l'ottima crescita di quello brasiliano e il buon incremento, in luglio, di turisti arabi, hanno fatto registrare ottimi risultati in alcune città come Roma, Firenze e Venezia e in alcune località di mare tradizionalmente amate dagli stranieri, come Porto Cervo in Sardegna e la costiera amalfitana. Federviaggio sintetizza i numeri della stagione estiva: per quanto riguarda il turismo straniero, è andato molto bene il mercato tedesco con un incremento del 3%, ma anche tutti gli altri mercati esteri hanno conseguito risultati positivi ed in aumento rispetto alla stagione passata. Sul fronte delle vacanze degli italiani, per tutte le destinazioni, anche quelle nazionali, la stagione 2010 si è aperta con un mese di giugno particolarmente negativo, con una flessione del 14% in buona parte recuperata a luglio ed agosto che hanno registrato un venduto maggiore rispetto agli anni passati. "Tuttavia – osserva il direttore di Federviaggio, Alberto Corti – si è venduto tardi e male e ciò ha comportato un maggiore costo del lavoro sostenuto dalle imprese turistiche italiane a fronte di una contrazione dei ricavi medi per pratica. Il fenomeno delle vendite last minute – che ha contraddistinto la stagione estiva 2010 – ha, infatti, avuto come risultato quello di 'ingolfare' il sistema produttivo, con la maggior parte delle vendite concentrate sottodata. Gli operatori si sono, perciò, trovati a lavorare in un arco temporale molto compresso e con costi di produzione più elevati".   

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